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LUGANOCrypto-Lugano: «Ma a che prezzo?»

15.03.22 - 12:50
Plr, Verdi, Ps e Ticino&Lavoro interrogano il Municipio sul "piano B"
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Crypto-Lugano: «Ma a che prezzo?»
Plr, Verdi, Ps e Ticino&Lavoro interrogano il Municipio sul "piano B"

LUGANO - La capitale europea delle criptovalute sul Ceresio esiste ancora solo sulla carta, ma ha già fatto il pieno di critiche. Dopo i Verdi in Granconsiglio, sette consiglieri comunali a Lugano interrogano ora il Municipio sulle incognite del progetto. 

Il rischio di riciclaggio di denaro sporco, e soprattutto l'impatto ambientale dell'iniziativa sono al centro dell'interrogazione presentata oggi dalle fila di Plr, Verdi, Ticino&Lavoro e Ps. «Siamo confrontati con un grosso problema di scarsità energetica e incrementarne ulteriormente la richiesta sarebbe semplicemente da folli» sottolineano Morena Ferrari Gamba e co-firmatari, che ricordano come le valute digitali «sono altamente antiecologiche almeno fino a oggi».

 

Anche i problemi di Tether con la giustizia americana preoccupano i consiglieri comunali. L'azienda partner della Città - ricorda l'interrogazione - è stata oggetto di «diverse indagini e accuse sulla reale capacità di copertura dei volumi di emissione». Il rischio, ipotizzano, è che Lugano si presti a una "figuraccia" internazionale. Gli interroganti chiedono quindi garanzie sulle misure anti-riciclaggio e il rispetto degli obiettivi ecologici portati avanti finora dalla Città. 

 

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