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CANTONE
26.01.2021 - 17:030

Dal Parlamento un aiuto concreto per chi è in difficoltà

Il Gran Consiglio ha approvato il messaggio relativo alla prestazione ponte Covid

Si tratta di un complemento delle misure già adottate a più livelli a seguito della pandemia e indirizzato in particolare agli indipendenti.

BELLINZONA - Il Gran Consiglio ha approvato quest'oggi a larga maggioranza (solo tre i contrari) il messaggio presentato dal DSS che proponeva di erogare una prestazione transitoria – denominata prestazione ponte COVID – a favore delle persone che attraversano un periodo di difficoltà economica a causa della pandemia di Coronavirus, con particolare attenzione ai lavoratori indipendenti. 

Complementarietà - La prestazione - che si affianca ad altre misure già adottate a livello federale, cantonale (come i casi di rigore) e comunale - verrà erogata sotto forma di aiuto finanziario straordinario e limitato nel tempo. L'obiettivo come detto è quello di sostenere le persone che hanno subìto le conseguenze finanziarie della pandemia e delle restrizioni introdotte dalla Confederazione o dal Cantone.

Chi ne ha diritto - Gli aiuti sono destinate in particolare ai lavoratori indipendenti affiliati a una Cassa di compensazione AVS, ma anche lavoratori salariati che non possono beneficiare d'indennità ai sensi della LADI e che non sono già beneficiari di prestazioni sociali a copertura del fabbisogno vitale. I beneficiari del solo assegno familiare integrativo (AFI) possono invece richiedere la prestazione ponte COVID.

A quanto si ha diritto - La prestazione viene concessa al massimo per tre volte ed è necessaria una richiesta per ogni singolo mese. L'importo della prestazione corrisponde alla lacuna di reddito, ma al massimo 1'000 franchi al mese per il primo componente dell'unità di riferimento e 500 franchi al mese per ogni ulteriore componente della stessa economia domestica. 

La richiesta al Comune di domicilio - Ad avere il potere decisionale sull'attribuzione di questo aiuto finanziario saranno i Comuni. Anche per questo motivo la ripartizione dell'onere finanziario (stimato in circa 7,9 milioni) è stato rivisto con una partecipazione del 75% da parte del Cantone e del 25% da parte dei comuni. 


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