Keystone
LUGANO
29.03.2017 - 06:350

«Ecco perché è necessario il Pride a Lugano»

Gli organizzatori rispondono ai consiglieri comunali che ieri avevano definito la manifestazione «folcloristica di nicchia, per taluni aspetti controversa, onerosa e estranea alle nostre tradizioni»

LUGANO - Gli organizzatori del Gay Pride, che si svolgerà a Lugano dal 30 maggio al 3 giugno 2018, replicano ai consiglieri comunali Armando Boneff, Sara Beretta Piccoli e Angelo Petralli che in un’interrogazione inoltrata ieri al Municipio di Lugano definivano la manifestazione «folcloristica di nicchia, certamente per taluni aspetti controversa, ma soprattutto onerosa per l’organizzazione e estranea alle nostre tradizioni».

«Questa interrogazione ci dimostra perché è necessario un LGBT Pride nella Svizzera italiana» scrive l’Associazione LGBT Pride Svizzera italiana 2018. «Pride significa fierezza di essere quello che siamo e significa anche vincere la paura e la vergogna instillata da una società che incita ad escludere e a giudicare, che va a caccia di un nemico, di un capro espiatorio, una società che non vuole puntare al meglio per sé e per i cittadini che ne fanno parte, ma che nutre la diffidenza, le divisioni» dichiarano gli organizzatori del Pride luganese, ricordando che ogni città importante ha il suo Pride.

Rispondendo alla definizione della manifestazione data nell’interrogazione dai tre consiglieri comunali, gli organizzatori ricordano che «non si tratta di un evento di nicchia, ma è per tutti i cittadini, perché i diritti LGBT sono diritti umani e di conseguenza diritti di tutte e tutti».

La Svizzera italiana, stando all’associazione, ha dunque «bisogno di questo Pride per cambiare la società, perché le cose per gli afroamericani degli Stati Uniti sono iniziate a cambiare quando i bianchi sono scesi in piazza al loro fianco, per le donne la parità ha smesso di essere un miraggio solo quando anche gli uomini hanno iniziato a sostenere l’emancipazione femminile. Oggi noi lesbiche, gay, bisex, transessuali della Svizzera italiana abbiamo bisogno di tutti i cittadini e delle istituzioni».

In ultimo gli organizzatori lanciano un appello: «Vi chiediamo di costruire insieme una società in cui nessuno si senta mai più legittimato a insultarci, picchiarci o discriminarci».

 

1 anno fa «Il carnevale no e il Gay Pride si?»
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