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27.05.2021 - 12:090
Aggiornamento : 13:49

Chiedono al TF di disinnescare la Legge anti-terrorismo

Il ricorso di 9 ex magistrati è stato inoltrato ieri: contestate le informazioni «false e fuorvianti» dell'opuscolo

Negli scorsi giorni gli stessi avevano inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato, la cui decisione però rischierebbe di risultare tardiva per appellarsi nuovamente a Losanna. La mossa si fonda sull'articolo della Costituzione che sancisce il diritto della «garanzia della via giudiziaria»

LUGANO/LOSANNA - L’opuscolo della votazione del 13 giugno finirà sotto la lente del Tribunale federale. È la strada che ha deciso di imboccare l’avvocato Paolo Bernasconi, capofila della cordata di 9 ex magistrati che, negli scorsi giorni, avevano già presentato ricorso sul tema al Consiglio di Stato. Ora la scelta di una via più diretta per arrivare a una decisione in tempo utile.  

Evitare una decisione tardiva - Il tema sub judice è uno degli oggetti in votazione popolare federale il prossimo 13 giugno. I nove giuristi sostengono che nell’opuscolo informativo siano contenute «informazioni false e fuorvianti» a sostegno della nuova Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo (MPT).  Il ricorso al Tribunale federale, inoltrato ieri, nasce dal fatto che la stessa massima istanza elvetica avrebbe pochissimi giorni per pronunciarsi nel caso in cui il Governo ticinese non riconoscesse le presunte irregolarità contenute nell’opuscolo informativo. I ricorrenti prevedono già, peraltro, una risposta di «non entrata in materia» da parte di Bellinzona. 

La frase menzognera - Da qui, facendo valere il diritto della «garanzia della via giudiziaria» previsto dall’articolo 29 della Costituzione federale, i nove ex magistrati sottopongono ai giudici di Losanna in pratica le stesse argomentazioni del ricorso iniziale. La contestazione, ricordiamo, verte su una frase contenuta nelle spiegazioni del Consiglio federale, secondo cui: “Oggi la polizia può intervenire solo quando una persona ha già commesso un reato”. Una frase, che l’avvocato Bernasconi, su Tio.ch, aveva definito «menzognera: un ragazzo al primo semestre di diritto penale viene bocciato se dice una cosa del genere. Non serve essere giurista per capire che anche il tentativo di commettere qualsiasi reato è punibile».

Sospendere o annullare il voto - Con il ricorso inoltrato ieri a Losanna, l’avvocato Bernasconi e gli altri ricorrenti chiedono al TF in via provvisionale la sospensione e il rinvio ad altra data dell’oggetto, la nuova Legge federale sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, in votazione il 13 giugno. Al giudice, in via principale viene inoltre chiesto l’accertamento che le informazioni diffuse dalle autorità federali sono avvenute «in violazione dei diritti politici dell’elettorato svizzero» e, di conseguenza, l’annullamento del risultato del voto nel caso in cui avesse luogo.

La duplice via ricorsuale - La nuova strada imboccata non annulla quella vecchia. Per cui viene mantenuto il ricorso al Consiglio di Stato, così come faranno anche coloro che hanno presentato ricorsi negli altri cantoni, tra cui Zurigo, Lucerna, Obwalden che si sono ora aggiunti  i cantoni di Berna Ginevra e Turgovia

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