Keystone - foto d'archivio
SVIZZERA
15.12.2020 - 10:030

«Almeno otto anni per ammortizzare i crediti Covid-19»

Il Consiglio nazionale vuole prolungare di tre anni il termine per il rimborso dei crediti concessi nella prima ondata.

Per la maggioranza dei deputati un periodo di cinque anni è «troppo breve». Contrari al prolungamento una minoranza UDC e PLR spalleggiata dal ministro delle finanze Ueli Maurer.

BERNA - Il termine per ammortizzare i crediti Covid-19 concessi durante la prima ondata della pandemia di coronavirus dev'essere di otto anni (più due per i casi difficili), e non solo di cinque come previsto dal Consiglio federale e dagli Stati.

Per la maggioranza della Camera, un periodo di cinque anni - cui se ne aggiungerebbero altri cinque per i "casi di rigore" - è troppo breve, specie alla luce di quanto sta accadendo ora con la seconda ondata e le ulteriori restrizioni alle attività economiche decise dal governo, restrizioni che potrebbero addirittura inasprirsi nei prossimi giorni o settimane. La situazione per molti piccoli imprenditori è problematica, se non catastrofica.

La maggioranza ha anche ricordato di aver già ceduto sul tasso d'interesse che si voleva a zero per tutto il periodo della garanzia concessa dall'esecutivo. Alla fine, su questo punto l'ha spuntata il Consiglio degli Stati che ha voluto lasciare al Consiglio federale, come chiedeva quest'ultimo, un certo margine di manovra per consentirgli di adeguare il tasso se necessario. Abbiamo già fatto un passo verso un compromesso, e ora ci attendiamo che i "senatori" facciano altrettanto, è stato affermato in aula.

Di diverso avviso una minoranza UDC e PLR, spalleggiata dal ministro delle finanze Ueli Maurer, secondo cui la durata della fideiussione è iscritta nei contratti siglati tra gli imprenditori e le banche che hanno partecipato all'iniziativa del Governo. Modificare ex post 135 mila contratti di natura privata non sarebbe corretto.

Per il consigliere federale democentrista, inoltre, un periodo di cinque anni obbligherà coloro che hanno sottoscritto un credito di darsi da fare per tempo qualora avessero difficoltà a ripagarlo. Alla scadenza dei cinque anni potranno chiedere una proroga (fino a cinque anni, n.d.r) dopo aver presentato un piano di ammortamento. Cinque anni, secondo questa minoranza, dovrebbero essere sufficienti anche per capire se vale la pena continuare con l'attività oppure no.

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