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CANTONEDieci ex procuratori «vivamente allarmati» per le nomine di due magistrati

07.03.24 - 18:29
Interpellanza urgente anche di Tuto Rossi (UDC) che invoca trasparenza. La Lega, invece, chiede «un cambio di prassi»
Ti-Press
Fonte red
Dieci ex procuratori «vivamente allarmati» per le nomine di due magistrati
Interpellanza urgente anche di Tuto Rossi (UDC) che invoca trasparenza. La Lega, invece, chiede «un cambio di prassi»

BELLINZONA - La nomina, lunedì prossimo in Gran Consiglio di due nuovi Procuratori pubblici ha scatenato la politica che si è subito scontrata sulle presunte manovre messe in essere per scegliere i magistrati in base ad appartenenze politiche e non in base al merito.

La lettera - In tale dibattito si sono inseriti anche dieci ex procuratori pubblici, che hanno scritto direttamente all'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio per esprimere la loro «più viva preoccupazione». La missiva è stata firmata da Maria Galliani anche a nome dei colleghi Bruno Balestra, Paolo Bernasconi, Fabrizio Eggenschwiler, Arturo Garzoni, Luca Maghetti, Luigi Mattei, Fulvio Pelli, Pietro Simona e Emanuele Stauffer. 

Chiaro il contenuto. «Ci permettiamo rispettosamente di sottoporre all'attenzione dei membri del Gran Consiglio l'espressione della nostra più viva preoccupazione riguardo ai criteri di selezione dei candidati alla funzione di Procuratore Pubblico. Infatti, poiché abbiamo trascorso molti anni nell'esercizio di questa funzione giudiziaria, ci riteniamo legittimati a sottolineare ancora una volta che, per affrontare efficacemente gli oneri che questa carica comporta, è indispensabile, fra le altre qualità, godere di una adeguata e specifica prolungata esperienza, idealmente maturata sia negli Uffici giudiziari che nella libera professione».

Viene poi sottolineato che «proprio in questi ultimi anni il Gran Consiglio è stato più volte reso attento riguardo alla grave criticità in cui versa il Ministero Pubblico a causa delle sue risorse ampiamente insufficienti rispetto alla inarrestabile crescita di problematiche nuove». E per tale motivo «l'efficienza del Ministero Pubblico richiede l'elezione di Magistrati che siano in grado di iniziare la loro attività a pieno ritmo sin dal loro primo giorno, facendo tesoro e apportando all'Ufficio la loro esperienza».

Chiara la conclusione. «Mossi soltanto dalla preoccupazione del grave rischio di ulteriore deterioramento dell'efficienza del Pubblico Ministero del nostro Cantone, confidiamo che le scelte da parte del Gran Consiglio siano ispirate esclusivamente da criteri di idoneità personale, competenza ed esperienza professionale». Infien la speranza che il Gran Consiglio «possa prossimamente decidere anche riguardo alla proposte pendenti relativamente al sistema di elezione dei procuratori pubblici, in modo da evitare interferenze non istituzionali, pure nel rispetto della rappresentatività all'interno delle strutture giudiziarie cantonali»

Le reazioni - E il diluvio innescato da tali interventi si è, in queste ultime ore tramutato anche in una interpellanza urgente di Tuto Rossi (UDC). «Si tratta di un interpellanza, non urgente bensì urgentissima», Questo l’esordio del documento presentato

«La dignità della Magistratura, l’onore dei singoli Magistrati, e il rispetto che ogni cittadino deve all’istituzione della Giustizia, vengono oltraggiati dai boiardi dei partiti politici di governo che mettono in piazza vergognosi litigi dovuti allo loro volontà di piazzare in Magistratura non i migliori Giudici, bensì quelli più ligi e supini ai loro interessi clientelari», così prosegue l’interpellanza.

«Questo indecoroso scenario è precipitato ancora più in basso in vista della prossima elezione di due Procuratori pubblici. E viene sottolineato «Il comportamento ambiguo di una deputata in Gran Consiglio, che è giunta l’ultimo momento in commissione Giustizia e Diritti imponendo come unico candidato il figlio del suo superiore improvvisamente convertitosi sulla via di Damasco da militante dei Verdi liberali a discipulo della Lega di ticinesi» .

«Urge quindi che a difesa della separazione dei poteri e dell’istituzione della giustizia, il Consiglio di Stato esorti pubblicamente il parlamento al rispetto dell’etica e della moralità, nella ricerca dei migliori magistrati, superando il clientelismo, il galoppinaggio».

Da qui l'esortazione al Gran Consiglio al rispetto dell’istituzione della Giustizia e di farsi urgentemente promotore di una proposta legislativa per introdurre l’obbligo di uno stage biennale di magistratura (analogo allo stage di Notaio, o allo stage di Avvocato) per tutti coloro che aspirano a candidarsi per un posto di magistrato. Infine di introdurre in questa proposta legislativa un sistema che permetta concretamente anche ai giuristi che non fanno parte di nessun Partito politico di diventare magistrati.

Lega: «Necessario un cambio di prassi»
Toni analoghi anche in casa leghista, che dell'argomento nomine ha parlato durante l'incontro del Gruppo parlamentare tenutosi a Rivera mercoledì sera. Dall'incontro è emersa la decisione «di promuovere un'iniziativa parlamentare per cambiare il sistema di nomina dei magistrati, che regolarmente finisce sotto tiro per le modalità non sempre lineari e soprattutto garanti dell'autorevolezza di cui la Magistratura necessita», confermano i parlamentari leghisti che ritengono «necessario un cambio di prassi, tramite un’elezione democratica che garantisca la partecipazione più ampia possibile di candidati e svincoli da pressioni politiche e mediatiche un compito essenziale del Parlamento cantonale, ossia definire chi va ad operare a favore della Giustizia ticinese».

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