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CANTONE«Malgrado alcune fake news, in Ticino la fiducia nei vaccini resiste»

21.04.23 - 10:15
Il medico cantonale Giorgio Merlani commenta il nuovo rapporto Unicef sull'aumento globale di scetticismo verso le vaccinazioni.
Deposit / TiPress
«Malgrado alcune fake news, in Ticino la fiducia nei vaccini resiste»
Il medico cantonale Giorgio Merlani commenta il nuovo rapporto Unicef sull'aumento globale di scetticismo verso le vaccinazioni.

BELLINZONA - La fiducia globale dei vaccini è in calo. Questa la conclusione di un nuovo rapporto Unicef pubblicato ieri che segnala un preoccupante aumento del numero dei bambini nella fascia della prima infanzia che non hanno ottenuto una copertura vaccinale di base. Un dato accentuato durante la pandemia di Covid. E in Ticino? «Gli ultimi dati disponibili, che datano del 2021, non segnalano una tendenza simile nel nostro Cantone, anzi l’adesione è aumentata. Abbiamo raggiunto tassi mai visti prima, siamo ai massimi storici», ci spiega il medico cantonale Giorgio Merlani.

Un calo di fiducia oppure solo una fase? - Lo studio presentato dall’agenzia dell’Onu imputa la responsabilità del calo della copertura vaccinale a vari fattori. Le ragioni spaziano dal sovraccarico del sistema sanitario, alla penuria di risorse, all’emergenza di nuovi conflitti e all’aumento dello scetticismo verso i vaccini. «Non si può concludere che c'è un calo di fiducia nella vaccinazione. Questa cura ha sempre suscitato alcune perplessità. La paura dell’ignoto, una volta colpiva il vaccino del vaiolo, ora il nuovo vaccino contro il Covid», prosegue Merlani.

Combattere le fare news - Malgrado i dati incoraggianti del 2021, anche nel nostro Cantone il vaccino ha occupato un’attenzione mediatica, durante gli ultimi tre anni di pandemia, mai vista prima. «È vero che la discussione attorno a questo rimedio è diventata più complicata, anche a seguito delle numerose fake news e polemiche». La battaglia contro la disinformazione è, secondo Merlani, solamente alla sua fase iniziale. «Abbiamo ancora molto lavoro da fare». Ma come si combatte questo scetticismo? «Dobbiamo lavorare molto sulla comunicazione e sulla credibilità delle informazioni combattendo la disinformazione, cercando di far comprendere dove è possibile trovare le informazioni corrette».

La scienza è meno sensazionalistica - «A volte diamo per scontato alcune cose. Ci riteniamo bravi a informare e ad essere scientifici, ma la battaglia non si svolge su questo piano. Ma su un piano molto più irrazionale e soprattutto non veritiero, in cui la scienza fa molta fatica». Secondo Merlani chiunque potrebbe pubblicare una foto di un bambino senza vita sostenendo che la sua morte è stata causata dal vaccino. «Per la scienza è difficile usare la stessa modalità di comunicazione. Perché essa si basa su fatti comprovati e reali. L'informazione scientifica ha molto meno appeal, è molto più difficile da capire, ed è molto meno sensazionalistica».

L'attitudine ticinese verso i vaccini - In Ticino la popolazione ha aderito con disciplina alla campagna di vaccinazione. «La gente si è fidata e si è comportata in modo adeguato. La disinformazione, che anche da noi è stata molto attiva non credo abbia portato a un calo di fiducia verso i vaccini di base, come ad esempio il morbillo». Secondo il medico cantonale l’effetto è stato l’opposto. «Anzi, mi auguro che i vaccini tradizionali siano stati sdoganati ancora più di prima. Se con un vaccino nuovo per una malattia nuova sono stati vaccinati miliardi di persone, con pochissimi effetti collaterali severi, i vaccini che usiamo da anni e che funzionano possono solo beneficiarne».

Un paradosso? - L'aumento di scetticismo segnalato nel rapporto Unicef è stato più marcato durante la pandemia. A prima vista la situazione può sembrare paradossale. La crisi sanitaria legata al Covid è stata risolta grazie alla prontezza dei laboratori medici che, in tempi record, hanno fabbricato un vaccino capace di limitare i danni del virus. «Eppure secondo me non è un paradosso. La pandemia, in quanto malattia mortale a livello globale, ha portato ad accettare l’utilità della vaccinazione. Paradossalmente le altre malattie vaccinabili sono state ritenute meno presenti e quindi meno considerate.». 

Fake news e disinformazione - Inoltre il fatto che il vaccino sia diventato un tema quotidiano che ha animato molto i media ha favorito i discorsi degli scettici, aumentando la polarizzazione. «Chi ha paura dell’ingerenza dello Stato, per esempio, ha avuto "gioco" facile quando si sono introdotte delle misure restrittive come, ad esempio, l’obbligo di un certificato Covid-19 per accedere a talune strutture o manifestazioni. È possibile che questo abbia portato a una polarizzazione e gli scettici hanno avuto più "vento nelle loro vele"». 

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