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L'ultima sfida di Flavio Sala: il video su Piazza Ticino

CADENAZZOL'ultima sfida di Flavio Sala: il video su Piazza Ticino

13.02.23 - 12:16
Presentata la nuova commedia dialettale. Parte la tournée nella Svizzera italiana. Parlano alcuni protagonisti.
Foto Compagnia Teatrale Flavio Sala
L'ultima sfida di Flavio Sala: il video su Piazza Ticino
Presentata la nuova commedia dialettale. Parte la tournée nella Svizzera italiana. Parlano alcuni protagonisti.

CADENAZZO - L'esordio è previsto al Teatro Sociale di Bellinzona con cinque spettacoli tra il primo e il cinque di marzo. La Compagnia Teatrale di Flavio Sala torna in pista. Stavolta con lo spettacolo "Bonanocc ai Sonadoo", scritto come ormai d'abitudine da Gionas Calderari. Il lancio della tournée, presentato a Cadenazzo, è stato raccontato su Piazza Ticino dai diretti protagonisti. Guarda il video anche sui canali Facebook, Youtube, Twitter e LinkedIn.

Il cast e la trama – Flavio Sala, Rosy Nervi, Moreno Bertazzi, John Leemann, Mileti Udabotti, Leonia Rezzonico con la figlia Mascia, Giampaolo Caligari, Beppe Franscella, Matteo Carassini... Tutti insieme in uno spettacolo che si preannuncia allegro e a tratti demenziale. Con una band musicale di disperati che fa il giro della Svizzera italiana alla ricerca di un briciolo di successo. E col protagonista, Flavio Sala, che a un certo punto cerca di fare pace con l'ex moglie. 

I problemi di budget – «La scenografia ha ben tre cambi di scena – commenta Sala –. E ha pure delle parti musicali. Lo sforzo è stato grande. Possiamo sembrare una compagnia di professionisti con un sacco di risorse. Invece siamo un'azienda a carattere famigliare che cerca di sbarcare il lunario. Non ci sono più i budget di qualche decennio fa. Non è più evidente fare quadrare i conti. Dobbiamo ringraziare la banca Migros che ci dà una grossa mano. In generale comunque se si guardasse solo al budget, pianteremmo lì. Ma è troppo importante portare allegria alla gente».

I costi – «Come compagnia – dice Moreno Bertazzi, attore – abbiamo un costo che varia tra i 5.000 e i 6.000 franchi a sera. Bisogna calcolare gli spostamenti, gli affitti delle sale, un sacco di spese... Siamo molto trasparenti». «Tutti quelli che collaborano – aggiunge Sala – sono regolarmente pagati. Ci teniamo a dirlo».

«Come abbiamo resistito alla pandemia» – La pandemia ha messo in grossa difficoltà i gruppi artistici. Come se l'è cavata Sala con la sua compagnia? «Prima dei lockdown – replica Sala –, abbiamo avuto l'enorme fortuna di potere andare in scena almeno tre volte. Il ricordo delle risate del pubblico che ci incoraggiava ci ha tenuti carichi durante lo stop. Siamo stati fermi un anno e mezzo. Dal momento in cui abbiamo ripreso, ci siamo accorti che la gente era ancora affezionata a noi. Questo ci ha permesso di non andare in rosso e di stare in piedi».

Il legame affettivo col pubblico – Elena Sala, sorella di Flavio, si occupa dei costumi. Con Matteo Fantuzzi inoltre gestisce la scenografia disegnata da Mario Del Don. «Ho un sacco di colleghi in Italia che hanno smesso di fare questo mestiere. Proprio perché non c'era un sostegno dietro. E nemmeno un legame affettivo. Non è scontato quello che è accaduto con questa compagnia». 

«Nuovi attori? Manca la naturalezza» – Bellinzona, Ascona, Manno, Faido, Chiasso, Lavertezzo. Diciassette spettacoli previsti, per ora. Con l'eventualità di proseguire il tour anche dopo l'estate. «Abbiamo perso per strada Orio Valsangiacomo ed Enea Fonti che hanno deciso per scelta di fare altro. Non è facile trovare nuovi attori. Manca la naturalezza che avevano Quirino Rossi, Mariuccia Medici, Sergio Filippini... Questa gente non aveva fatto scuole di recitazione. Aveva talento puro. Ecco, la naturalezza è la cosa più complicata da trovare». 

«I giovani ci seguono» – La commedia dialettale è "roba superata"? Assolutamente no. Lo conferma Moreno Bertazzi. «È impressionante quanti giovanissimi ci seguono. Me ne rendo conto quando giriamo "in borghese". I ragazzini ci riconoscono. Vediamo un futuro in tal senso». «Sarebbe bello tornare ai fasti del passato – sospira Sala –. Ma dovrebbe ripartire un motore importante, come ad esempio quello della RSI che decida di investire nuovamente su questo settore. Altrimenti non possiamo fare più di una commedia all'anno».  

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