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Delle bambole di paglia per tornare a parlarci

SERRAVALLEDelle bambole di paglia per tornare a parlarci

28.10.22 - 06:30
L'idea un po' eccentrica è venuta a uno svizzero tedesco da diversi anni ormai in Ticino: «Rallentiamo e socializziamo»
Lettore Tio/20minuti
Delle bambole di paglia per tornare a parlarci
L'idea un po' eccentrica è venuta a uno svizzero tedesco da diversi anni ormai in Ticino: «Rallentiamo e socializziamo»

MALVAGLIA - Tutto è iniziato con una monovolume posteggiata davanti alla Coop. A bordo un'intera famiglia di... spaventapasseri. O "bambole" (in scala 1:1) come le ha volute intendere il suo realizzatore, uno svizzero tedesco che da diversi anni ormai abita in quel di Malvaglia. E che, con Halloween ormai alle porte, ha avuto l'eccentrica idea.

I pupazzi di paglia, vestiti da capo a piedi con tanto di scarpe e copricapo, non sono restati nell'auto, ma hanno perlustrato i paraggi, facendosi notare da diversi passanti. Forse stanche della passeggiata, le "bambole" hanno trovato riposto su diverse panchine.

Questo, come ci ha spiegato l'ideatore che ha orchestrato il tutto con la complicità dei propri figli, non è stato solo un gioco per impressionare la gente, ma aveva un significato più profondo, che forse vale la pena spiegare.

In un italiano incerto e fortemente caratterizzato dall'accento d’oltralpe, l'uomo ha dato un senso a questa singolare parata: «Hanno piazzato delle belle panchine qui a Malvaglia. Se ne possono vedere ad esempio in via Brugaio. Peccato che siano sempre vuote, non ci vedo mai seduto nessuno. Ecco abbiamo provveduto noi ad occuparle».

Un invito, il suo, a rallentare e fermarsi a guardare il paesaggio. Ma non solo: «Sarebbe bello se la gente tornasse a trovare un momento per scambiare due chiacchiere con gli altri, anche se sono estranei». Visto l'interesse di molti curiosi l'idea pare, in un certo qual modo, aver funzionato. 

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