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LUGANOAcqua come fonte di calore: potrebbe farci diminuire dell’80% le emissioni di CO2

11.07.22 - 06:30
In Ticino ci sono 758 case che utilizzano l’acqua di falda per termoregolarsi
Foto archivio Deposit
Acqua come fonte di calore: potrebbe farci diminuire dell’80% le emissioni di CO2
In Ticino ci sono 758 case che utilizzano l’acqua di falda per termoregolarsi
I corsi d'acqua possono essere sfruttati senza deviare il loro corso e modificare gli ecosistemi

MAROGGIA - Spendere poco per il consumo di energia, sembra un sogno in questo periodo. E invece è possibile. A Maroggia, Franca (nome di fantasia) vive in una casa che viene riscaldata grazie al lago.  Da quasi dieci anni risparmia sulla bolletta, e al contempo limita l’inquinamento grazie a una termopompa che utilizza l’acqua per funzionare. Rispetto a una caldaia tradizionale, solitamente funzionante o a gas o a olio combustibile, la termopompa permette di risparmiare circa dal 20 al 30% sulla fattura annua relativa all'elettricità.

 Le case che sfruttano l’acqua per riscaldarsi in Ticino sono circa un migliaio. Di queste, solo 130 sono state costruite in prossimità di un lago, che non è il solo metodo in cui si può utilizzare una termopompa. Anche le acque del sottosuolo, come le falde acquifere, possono essere utilizzate per riscaldare o raffreddare l’abitazione. «Attualmente sono 758 le case che utilizzano l’acqua di falda per termoregolarsi in Ticino» ha spiegato Sandro Pitozzi, capo dell’Ufficio dell’Energia. Negli ultimi anni la richiesta di questo tipo di sistema di riscaldamento è aumentata gradualmente, principalmente in seguito dell’introduzione di sussidi per convertire il proprio riscaldamento a combustibili fossili in pompe di calore.

Il destino delle risorse idriche svizzere quindi, potrebbe presto cambiare. Generare energia su vasta scala senza deviare il corso di laghi e fiumi è possibile. Lo hanno dimostrato le due città di Bienne e Nidau che entro il 2023 vogliono riuscire a portare riscaldamento e raffreddamento rinnovabili nella zona occidentale della stazione di Bienne e in buona parte della città di Nidau, grazie alla Energie­verbund Bielersee AG (EVB), che e al termine dei lavori sarà una delle maggiori reti di tele­ri­scal­da­mento e tele­raf­fred­da­mento che sfrutta l’acqua lacustre in Svizzera. 

Come funziona una termopompa / pompa di calore

L’acqua viene prelevata da una pompa di calore che funziona in maniera simile ad un frigorifero al contrario. Il frigorifero genera freddo dal calore esterno, mentre la pompa di calore ricava l’energia dall’ambiente (aria, sottosuolo o come in questo caso, acqua) e la rilascia sotto forma di riscaldamento tramite lo scambiatore di calore. 

Come funziona il progetto della pompa di calore di Bienne

A Bienne l’acqua del lago viene captata da due condotte – rispet­ti­va­mente a 20 e a 30 m di profon­dità – e convo­gliata alla stazione di pompaggio. Il freddo dell’acqua del lago viene trasmesso al circuito inter­medio tramite grandi scambia­tori di calore e distri­buito ai consu­ma­tori finali per il raffred­da­mento. Per otte­nere l’energia di riscal­da­mento vengono impie­gate tre pompe di calore che funzio­nano quasi come un frigo­ri­fero. La centrale di riscal­da­mento sfrutta da un lato diret­ta­mente il calore dell’acqua del lago e dall’altro il calore residuo della rete del freddo. Succes­si­va­mente l’acqua del lago viene reimmessa nel vicino fiume Thielle.

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