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LUGANO
28.01.2021 - 08:000

«Quel ragazzo disabile è una mina vagante, andava vaccinato»

Una madre alle prese col figlio “che non sta mai fermo” e che non rispetta le misure anti Covid. Vaccino negato.

Danilo Forini, direttore di Pro Infirmis Ticino e Moesano: «Nel nostro Cantone si considera solo la variabile dell’età. Invece ci sono altre categorie di persone che meritano la precedenza».

LUGANO - «Mio figlio ha una disabilità cognitiva. Non si rende conto di cosa sta accadendo. Gira senza mascherina e non tiene le distanze sociali». Lo racconta Maria Mazzei, 64 anni, mamma del Luganese, disperata. La donna non è molto in salute. È diabetica. E quel ragazzo di 26 anni le sta dando qualche preoccupazione di troppo nei mesi di pandemia. «Tanto che ho chiesto al medico di farlo vaccinare. La risposta è stata negativa. Mi ha detto che ci sono altre priorità».

«Negli istituti come reclusi» – Una risposta che lascia perplesso Danilo Forini, direttore di Pro Infirmis Ticino e Moesano. «Rispetto ad altri Cantoni, da noi si considera solo la variabile dell’età. Questo va bene fino a un certo punto. Purtroppo ci sono oltre 500 persone con disabilità che vivono in istituti specializzati. Stanno facendo praticamente la vita da recluse. E non sappiamo ancora quando avranno diritto al vaccino».   

Un tipo irrequieto – Il figlio della signora Mazzei vive a casa. E fa parte di quei circa 1.500 ragazzi che lavorano in strutture protette della Svizzera italiana. «Lui è un tipo irrequieto. In casa non riesco a farcelo stare. Essendo una mina vagante è un pericolo per me, ma soprattutto per tutti quelli che incontra, visto che gira molto. È assurdo che la sanità non consideri questi casi».  

Quelle 60 dosi "regalate" a persone sane – «Purtroppo le persone con disabilità non vengono considerate – sostiene Forini –. A chi vive in un foyer non possiamo nemmeno dire “tenete duro che arriverà presto il vaccino”. Perché non sappiamo quanto presto sarà. Le dosi avanzate dalle prime vaccinazioni nelle case per anziani? Beh, si poteva avere un occhio di riguardo in più per i disabili». 

Casi limite da considerare – Forini vorrebbe che si insistesse di più su chi presenta determinate patologie o problematiche. «Tra i disabili, ci sono persone con malattie croniche e persistenti. Ad esempio, malattie respiratorie. Capisco che siamo di fronte a una guerra tra poveri per potere tornare al più presto alla normalità. Ma i disabili non possono essere considerati come gli ultimi degli ultimi. Noi ci battiamo per rendere accessibili le informazioni di prevenzione a tutti. Anche alle persone con scarse capacità cognitive. Ci sono però casi limite. Il ragazzo del Luganese evidentemente rientra tra questi. E andava vaccinato al più presto».   

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