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CANTONE/SVIZZERA
30.04.2020 - 10:230
Aggiornamento : 10:48

Un caso a Lugano... e il virus era già nelle fogne

L'acqua potabile è sicura. Ma le analisi permettono di ricostruire l'andamento della pandemia

LOSANNA/ZURIGO - Quando a Lugano era stato segnalato il primo paziente positivo Covid-19 ufficiale, il virus era già nelle fogne. «Siamo rimasti sorpresi di essere riusciti a individuarne la presenza». Così Tamar Kohn del Politecnico federale di Losanna (EPFL). Ricercatori dell'EPFL e del Politecnico federale di Zurigo (ETH) sono infatti riusciti a rintracciare il coronavirus nelle acque reflue, anche quando era presente in piccolissime quantità. La cosa non mette in pericolo l'acqua potabile, ma permette interventi importanti.

I team di ricercatori stanno ora cercando di ottimizzare il sistema d'individuazione del virus, si legge in un comunicato odierno. Con analisi rapide ed efficaci si potrà scoprire la sua presenza una settimana prima rispetto ai test clinici sui pazienti, un'arma utilissima durante il deconfinamento.

A Lugano, Losanna e Zurigo sono state analizzate le acque di scarico e, nel caso di Lugano e Zurigo, prelievi sono stati effettuati già a fine febbraio, in concomitanza dei primi casi. In tutti i campioni i ricercatori sono riusciti a scovare il virus.

Nessun pericolo - I ricercatori ne approfittano ancora una volta per rassicurare la popolazione: il virus non si diffonde attraverso l'acqua e quella potabile in Svizzera possiede qualità igieniche eccezionali. Può quindi essere bevuta senza problemi anche durante la pandemia.

Già l'Ufficio federale dell'ambiente aveva sottolineato che l'acqua non rappresentava un pericolo, poiché il virus vi sopravvive solo poco tempo. Per questo motivo, nemmeno un contagio facendo il bagno in fiumi o laghi è probabile.

Prevenzione - Ad oggi i test effettuati potranno essere utilizzati soprattutto per ricostruire in seconda battuta la curva del virus, ma ci vorranno ancora settimane per completare le analisi.

Lo scopo vero è però la prevenzione e l'individuazione rapida dell'epidemia. Analizzando circa venti impianti di depurazione ben distribuiti sul territorio, è possibile tenere sotto controllo gli scarichi di 2,5 milioni di persone.

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