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SVIZZERA
24.09.2020 - 11:460

BNS: interventi anche più massicci per contrastare il franco forte

La valutazione della moneta nazionale rimane «persistentemente elevata». Fusione UBS-CS? Solo «voci».

BERNA - La pandemia continua a far soffrire l'economia svizzera e il franco rimane forte: la politica monetaria espansiva va quindi proseguita. È la posizione della Banca nazionale svizzera (BNS), che ha oggi mantenuto invariata la sua rotta. La recessione viene considerata grave, ma un po' meno di tre mesi or sono.

Il tasso guida viene mantenuto fermo al -0,75% e sono confermati anche gli interessi negativi, pure del -0,75%, sui conti giro presso la BNS, cioè quelli a carico delle banche che "parcheggiano" il loro denaro presso l'istituto.

Nell'ambito dell'esame trimestrale della situazione economica e monetaria, l'istituto ribadisce inoltre la disponibilità a procedere a interventi più massicci sul mercato dei cambi, si legge in un comunicato. Questo perché, agli occhi degli economisti dell'istituto, il franco ha una «valutazione persistentemente elevata».

Gli interessi negativi introdotti nell'ormai lontano gennaio 2015 e ritenuti all'epoca una sorta di bizzarria temporanea continueranno quindi ad accompagnare la vita degli svizzeri, con i relativi problemi in vari ambiti: da quello ipotecario ai rendimenti degli investimenti, a partire da quelli delle casse pensioni.

La BNS rimane però ferma nella sua trincea, convinta che i vantaggi superino gli svantaggi. «La politica monetaria espansiva della Banca nazionale è necessaria per garantire condizioni monetarie adeguate in Svizzera e per stabilizzare l'evoluzione dell'economia e dei prezzi», scrive l'istituto guidato da Thomas Jordan. I bassi tassi d'interesse assicurano condizioni di finanziamento favorevoli e, insieme alla disponibilità a intervenire sul mercato dei cambi, contrastano la pressione al rialzo sul franco.

La BNS sottolinea inoltre di continuare anche a fornire abbondante liquidità al sistema bancario nel quadro dello schema di rifinanziamento Covid che, unitamente alle fideiussioni rilasciate dalla Confederazione, ha a suo avviso contribuito significativamente all'approvvigionamento dell'economia con crediti e denaro.

Di aiuti ce ne sarà bisogno ancora, visto che la pandemia e le misure adottate per contenerla hanno condotto a una contrazione dell'economia mondiale di portata definita storica. Nel suo scenario di base la BNS parte comunque dall'assunto che, a livello globale, sarà possibile tenere sotto controllo la pandemia senza pregiudicare di nuovo gravemente l'attività economica.

Anche in Svizzera - osserva l'istituto - il Covid-19 ha determinato una grave recessione. Nel secondo trimestre il prodotto interno lordo (Pil) si è attestato su un livello di oltre il 10% inferiore a quello pre-crisi. A differenza di quanto avvenuto in occasione di recessioni passate inoltre la contrazione ha colpito duramente soprattutto diversi comparti del terziario.

Con l'allentamento dei provvedimenti di politica sanitaria, l'attività economica ha comunque ritrovato un netto slancio che dovrebbe risultare in un forte aumento del Pil nel terzo trimestre. Questa evoluzione positiva sembra avviata a continuare anche nel 2021.

Per l'anno in corso la BNS prevede una contrazione del prodotto interno lordo del 5% circa. Il dato è un po' migliore del -6% stimato tre mesi or sono: la correzione è principalmente dovuta alla flessione dell'attività economia registrata nel primo semestre, risultata leggermente meno intensa di quanto temuto, spiegano gli esperti della BNS. Il 2020 si appresta comunque a chiudere con la diminuzione del Pil più marcata alla crisi di metà anni 70, sottolinea la banca, aggiungendo che visto il contesto le previsioni sono soggette a grande incertezza.

Poco variate sono le stime sull'inflazione: il rincaro è attesto al -0,6% nel 2020 (era del -0,7 in giugno), al +0,1% nel 2021 (-0,2%) e al +0,2% (invariato).

La BNS ricorda infine una volta ancora che sul mercato ipotecario e immobiliare persistono gli squilibri.

Più trasparenza sui cambi - In merito ai cambi, la BNS promette maggiore trasparenza. In futuro annuncerà il volume degli interventi sul mercato valutario alla fine di ciascun trimestre e non solo annualmente come fatto finora. La nuova regola si applica dal 30 settembre, ha indicato l'istituto. Nel 2019 sono state acquistate divise estere per un totale di 13,2 miliardi di franchi. 

Non a conoscenza di colloqui di fusione tra UBS e Credit Suisse - La BNS non è a conoscenza di possibili colloqui di fusione tra le grandi banche UBS e Credit Suisse. «Non posso commentare queste voci», ha affermato Jordan, interrogato sulle possibili ripercussioni di un'unione dei due istituti sulla stabilità finanziaria del paese. «Non ne siamo a conoscenza, quindi non posso rispondere nemmeno alla sua domanda», ha risposto a chi gli chiedeva una valutazione in proposito.

Commenti
 
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Heinz 7 mesi fa su tio
Con il franco a 1.40 andrebbe tutto meglio.
Galium 7 mesi fa su tio
@Heinz Spero sia solo un commento ironico
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