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SVIZZERAGli svizzeri nella Striscia di Gaza: alcuni si rifiutano di partire

14.11.23 - 10:36
Il dipartimento degli affari Esteri ha offerto il suo sostegno. Ma i contatti si sono interrotti il 2 novembre.
Reuters
Fonte Turgauerzeitung
Gli svizzeri nella Striscia di Gaza: alcuni si rifiutano di partire
Il dipartimento degli affari Esteri ha offerto il suo sostegno. Ma i contatti si sono interrotti il 2 novembre.

BERNA - Morte e devastazione sono all'ordine del giorno nella Striscia di Gaza. Le incursioni dell'esercito israeliano hanno provocato la morte di oltre 11mila uomini, donne e bambini. Circa 1.5 milioni di persone sono fuggite da Gaza City e si stanno attualmente dirigendo verso i Paesi limitrofi in cerca di sicurezza. 

Tra le persone rimaste a Gaza figurano anche dei cittadini di nazionalità svizzera. Lo riporta la Turgauerzeitung. Il portavoce del Dipartimento degli affari Esteri Michael Steiner - interpellato dal quotidiano d'oltralpe - ha confermato la notizia: «Sappiamo di cinque persone che sono ancora nella Striscia di Gaza». 

Un cittadino svizzero in particolare è attualmente impossibilitato a intraprendere il viaggio da Gaza City verso il Sud del Paese per motivi di sicurezza: «Se e quando sarà possibile partire dipenderà anche da quando le autorità egiziane permetteranno ai cittadini stranieri di attraversare il valico di Rafah», ha specificato Steiner.

Nella Striscia si troverebbe anche una famiglia di quattro cittadini svizzeri con doppia nazionalità. Fino all'ultimo contatto con le autorità - risalente al 2 novembre scorso - la famiglia non intendeva lasciare il Paese. Da quel momento in poi non si è più fatta sentire: «Sanno che possono contare sul dipartimento degli affari Esteri nel caso decidessero di lasciare il Paese», ha rassicurato Steiner.

Gli svizzeri rimpatriati - Sono sette i cittadini svizzeri che hanno lasciato la Striscia di Gaza. Tra loro figura anche una famiglia di sei persone con un neonato. La settimana scorsa sono arrivati in Egitto passando per il valico di Rafah e sono stati accolti dall'ambasciata svizzera al Cairo. Sono successivamente stati rimpatriati. 

 

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