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LUCERNALa cassiera della Migros vuole portare il velo: licenziata senza preavviso

21.02.24 - 11:09
Il provvedimento è giustificato? Ma soprattutto, è legale? Un avvocato giuslavorista fa il punto
20Minuten
Fonte 20min
La cassiera della Migros vuole portare il velo: licenziata senza preavviso
Il provvedimento è giustificato? Ma soprattutto, è legale? Un avvocato giuslavorista fa il punto

LUCERNA - MA* è stata licenziata dal suo posto di cassiera presso una filiale Migros a Lucerna, dove lavorava dal 2017.

La donna curda, che vive in Svizzera da anni, per molto tempo non ha portato il velo. Poi, per l'esattezza nel luglio del 2023, ha deciso di tornare a indossarlo. Per sicurezza, ha chiesto al datore di lavoro se il suo abbigliamento fosse consentito, ma la risposta ha tardato ad arrivare. Fino a che non si è vista recapitare una lettera nella quale veniva sostanzialmente comunicata la rescissione del contratto.

«Mi sento davvero discriminata» - «Il mio capo mi ha detto che non potevo venire al lavoro indossando il velo. Altrimenti mi avrebbero mandato a casa», racconta la donna a 20 Minuten. I suoi superiori le hanno fatto presente che il codice di abbigliamento non prevede che si possano indossare simboli religiosi. «Ma altri colleghi lavorano con enormi croci tatuate sulle mani», prosegue la 42enne. «Mi sono sentita davvero discriminata».

Anche la sua richiesta di trasferimento è stata rigettata, nonostante avesse lavorato nella filiale per sei anni. Quando, non sentendosi più a suo agio sul lavoro, si è assentata per i giorni successivi, ha ricevuto immediata la lettera di licenziamento. Adesso A. ha deciso di fare causa a Migros.

La replica di Migros - Carmen Hefti, portavoce della Migros, replica: «Il codice di abbigliamento per i collaboratori delle filiali è regolamentato a livello nazionale con possibilità di scelte specifiche della cooperativa o dell'azienda». A tutti i dipendenti che hanno contatti con i clienti è vietato indossare sul lavoro il copricapo. «Ciò include copricapi religiosi, compresi foulard, turbanti o kippah». Il motivo? Il rispetto delle norme di sicurezza e igiene.

«Stiamo attualmente discutendo per modificare il codice di abbigliamento in alcuni punti», ci tiene però ad aggiungere la portavoce. Tra le modifiche al vaglio vi sarebbe anche quella che riguarda proprio l'uso dei copricapi.

Alla domanda se A. avrebbe potuto essere reindirizzata verso un'altra mansione, la portavoce risponde: «Se i requisiti (fisici, di formazione e di competenze) sono adeguati e c'è un posto vacante, un cambio interno è una via per un'ulteriore crescita professionale dei dipendenti Migros». Hefti non vuole però entrare nel merito del caso specifico per motivi di privacy.

Discriminazione indiretta? - L'avvocato giuslavorista Livio Stocker conferma la possibilità per un datore di lavoro di introdurre norme sull'abbigliamento se queste «sono finalizzate all'adempimento degli obblighi contrattuali, alla tutela della salute, alla sicurezza, alla morale e ad assicurare un'immagine aziendale uniforme».

Riguardo alla possibilità di discriminazione, Stocker afferma: «Sarebbe interessante sapere come Migros gestisca l'uso che si fa di altri simboli religiosi. Se in generale i copricapo sono vietati, anche in questo caso potrebbe essere rilevante la questione della cosiddetta discriminazione indiretta», afferma. «La discriminazione indiretta è una disposizione formulata in modo neutrale che si applica a tutti i dipendenti, ma che di conseguenza svantaggia regolarmente un determinato gruppo di persone».

Migros avrebbe dovuto trovare un'alternativa per la dipendente? Secondo l'avvocato, il datore di lavoro dovrebbe sforzarsi di trovare una soluzione quando una dipendente vive un conflitto tra ciò che deve fare e ciò che gli impone la propria religione. Tuttavia, non c'è un obbligo legale di fornire tale alternativa.

Per quanto riguarda la validità del licenziamento immediato, Stocker sostiene che sarebbe giustificato se il rapporto di fiducia è così compromesso da non permettere la continuazione della collaborazione. L'assenza della dipendente è considerata rifiuto del lavoro, anche se l'assenza viene annunciata. Se la dipendente fosse apparsa sul posto di lavoro con il velo, probabilmente sarebbe stata ammonita e forse mandata a casa, ma non licenziata immediatamente.

Migros non è l'unico supermercato svizzero che vieta il velo se si lavora a contatto con i clienti. Anche Coop vieta ai dipendenti di indossare copricapi.

*Nome noto alla redazione

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