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BERNALavoro a tempo parziale: siamo secondi solo ai Paesi Bassi

20.04.23 - 09:02
In 10 anni l'aumento è stato esponenziale, triplo rispetto a quello del tempo pieno
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Lavoro a tempo parziale: siamo secondi solo ai Paesi Bassi
In 10 anni l'aumento è stato esponenziale, triplo rispetto a quello del tempo pieno

BERNA - In Svizzera nel 2022 le persone dai 15 ai 64 anni ad essere occupate erano 4,5 milioni, il 7,8% in più rispetto al 2012; oltre un terzo di loro lavorava a tempo parziale. Tra il 2012 e il 2022 il numero di persone occupate a tempo parziale è aumentato tre volte di più rispetto a quello delle persone occupate a tempo pieno (+14,7% contro +4,4%). È quanto emerge dai risultati della rilevazione sulle forze di lavoro in Svizzera (RIFOS) realizzata dall’Ufficio federale di statistica (UST).

Tra il 2012 e il 2022, il numero di uomini tra i 15 e i 64 anni occupati a tempo parziale è aumentato molto di più (+43,3%, passato a 387 000) di quello delle donne (+7,8%, passato a 1,212 mio.). La quota di persone occupate a tempo parziale si è quindi sviluppata in modo diverso. Tra gli uomini è aumentata di 4,2 punti percentuali, arrivando al 16,0%, mentre tra le donne è diminuita di 1,0 punti, passando al 56,8%. Nello stesso periodo, il numero di persone dai 15 ai 64 anni che lavorano a tempo pieno è aumentato molto più lentamente, passando da 2,821 milioni a 2,944 milioni (+4,4%). In termini di persone occupate a tempo pieno, le donne sono aumentate molto più degli uomini (+12,1% per attestarsi a 920 000 contro un +1,2% per attestarsi a 2,024 mio.).

Tuttavia, il lavoro a tempo parziale continua a essere dominato dalle donne: nel 2022, il 75,8% delle persone occupate a tempo parziale era di sesso femminile, rispetto all’80,6% del 2012. In Svizzera, le persone con un grado di occupazione del 90% sono considerate occupate a tempo pieno. Nel 2022 questa categoria specifica ammontava al 2,0% delle persone occupate ed era più diffusa tra le donne che tra gli uomini (il 2,5% contro l’1,5%).

Percentuali di lavoro a tempo parziale più elevate rispetto a dieci anni fa

Nel confronto decennale, la quota di persone occupate con un grado di occupazione compreso tra il 50 e l’89% è aumentata di 2,8 punti percentuali, raggiungendo il 22,6%, mentre la quota di persone occupate con un grado di occupazione inferiore al 50% è leggermente diminuita (2012: 13,3%; 2022: 12,5%). Il calo dei gradi di occupazione più bassi è dovuto alle donne (–3,0 punti percentuali, passati al 21,2%; uomini: +1,0 punti percentuali al 4,9%), anche se la diffusione di queste percentuali di lavoro a tempo parziale è ancora di quattro volte superiore tra le donne. La quota dei gradi di occupazione più alti, cioè quelli che spaziano tra il 50 e l’89%, è aumentata per entrambi i sessi (donne: +2,0 punti percentuali, passata al 35,6%; uomini: +3,2 punti percentuali, passata all’11,2%).

In aumento la quota di lavoro a tempo parziale tra le persone occupate con formazione terziaria

Le persone con una formazione di livello secondario II hanno maggiori probabilità di essere occupate a tempo parziale (37,9% nel 2022), seguite da quelle con una formazione di livello terziario (34,0%). Le persone senza formazione postobbligatoria sono occupate a tempo parziale nel 30,2% dei casi. Nel 2012, il grado di diffusione dell’occupazione a tempo parziale era ancora praticamente lo stesso per le persone con formazione terziaria e quelle senza formazione postobbligatoria (risp. 29,6% e 29,7%).

Più di quattro persone occupate su cinque in età di pensionamento lavorano a tempo parziale

L’occupazione a tempo parziale aumenta all’avanzare dell’età. Mentre solo un quarto dei giovani dai 15 ai 24 anni lavora a tempo parziale, nelle fasce di età intermedie il numero di persone occupate a tempo parziale è già significativamente maggiore (25–39 anni: 31,9%; 40–54 anni: 38,4%; 55–64 anni: 41,1%). Tuttavia, questa forma di lavoro è particolarmente diffusa tra le persone occupate in età di pensionamento, l’85,1% delle quali lavora a tempo parziale.

Le madri con figli di età inferiore ai 15 anni hanno più spesso un lavoro tempo parziale

Il 77,8% delle madri occupate con un figlio minore di 15 anni lavorava a tempo parziale, rispetto al 46,9% delle donne senza figli. Per gli uomini si osserva il contrario: i padri di bambini sotto i 15 anni lavoravano a tempo parziale con una frequenza leggermente inferiore rispetto agli uomini senza figli sotto i 15 anni (il 14,0% contro il 16,3%). Per i padri, la quota di lavoro a tempo parziale diminuiva con l’avanzare dell’età del figlio più piccolo (meno di 7 anni: 15,1%; 7–14 anni: 12,4%). Sulla quota di lavoro a tempo parziale delle madri, invece, l’età del figlio più piccolo ha avuto un effetto minimo nel 2022 (si attestava al 77,8% sia per le madri con un figlio sotto i 7 anni che per quelle con un figlio dai 7 ai 14 anni).

Tempo parziale meno diffuso tra i quadri

I lavoratori e le lavoratrici dipendenti in posizioni dirigenziali (nei comitati direttivi di imprese o con una funzione direttiva) lavorano a tempo parziale meno spesso dei dipendenti senza funzione direttiva (il 21,9% contro il 43,0%). Questa differenza non muta in funzione del sesso: il 9,9% degli uomini che ricoprono una posizione dirigenziale e il 43,3% delle donne nella stessa posizione lavorano a tempo parziale, rispetto al 20,2% degli uomini senza posizione dirigenziale e al 63,0% delle donne con una posizione simile.

Per un terzo delle donne la custodia dei figli è il motivo del lavoro a tempo parziale

Le donne citano l’accudimento dei figli come il motivo più comune per cui lavorano a tempo parziale (il 34,2% delle donne che lavorano a tempo parziale; uomini: 14,4%); nel caso degli uomini, invece, a incidere maggiormente su questa scelta sono la formazione e la formazione continua (il 18,7% di quelli occupati a tempo parziale; donne: 8,3%). Anche gli impegni familiari e personali vengono menzionati più spesso dalle donne che dagli uomini (il 13,4% contro il 4,0%), mentre il motivo «non interessato/a a un’attività a tempo pieno» ha pari peso per i due sessi (uomini: 17,9%; donne: 17,5%).

La Svizzera seconda solo ai Paesi Bassi

Nel confronto europeo, i Paesi Bassi si distinguono per la più alta quota di lavoro a tempo parziale (il 42,9% nel quarto trimestre 2022). La Svizzera, con il 37,9%, si colloca al secondo posto (secondo la definizione internazionale di lavoro a tempo parziale, cioè gradi di occupazione inferiori al 100%). Anche i Paesi vicini, Austria (29,6%) e Germania (28,3%), hanno tassi di lavoro a tempo parziale relativamente elevati, mentre Italia (17,7%) e Francia (16,4%) sono nella media europea (17,7%). Le percentuali più basse si registrano in Bulgaria (1,7%), Slovacchia (3,0%) e Romania (3,4%), tutti con meno del 4%. In tutti i Paesi ad eccezione della Romania, le donne hanno tassi di lavoro parziale più alti degli uomini.

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