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SVIZZERA«Volevo tenere il bambino. Lui mi buttò fuori di casa»

06.07.22 - 08:41
In Svizzera l'aborto è legale fino a 12 settimane. Le storie di 3 donne che hanno deciso di interrompere la gravidanza
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Fonte 20 Minuten
«Volevo tenere il bambino. Lui mi buttò fuori di casa»
In Svizzera l'aborto è legale fino a 12 settimane. Le storie di 3 donne che hanno deciso di interrompere la gravidanza

ZURIGO - La decisione della Corte suprema degli Stati Uniti, che il 24 giugno scorso ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade sull'aborto, è stato un brutale salto nel passato che ha avuto una forte eco e che ha portato il mondo intero a interrogarsi sulla propria politica in tal senso. In Svizzera l'interruzione di gravidanza è consentita, dal 2002, fino alla dodicesima settimana di gravidanza. E 20 Minuten ha raccolto le storie di tre donne che hanno deciso di abortire.

«Non me ne sono mai pentita»
La prima di loro è Celine*, dal canton Basilea-Campagna. Oggi ha 23 anni. Ne aveva 15 quando rimase, involontariamente, incinta. «Fu subito chiaro che non potevo tenere il bambino». Nei suoi progetti a quel tempo c'erano la volontà di seguire un apprendistato, di studiare e gettare le basi della sua carriera professionale. E «non sarebbe stato possibile con un bambino. Io stessa ero ancora una bambina, come avrei potuto crescere qualcun altro?».

La decisione di interrompere la gravidanza fu presa definitivamente dopo essere stata tradita dal compagno. E oggi dice: «È stata la decisione migliore della mia vita. Non me ne sono mai pentita». Alla luce di quanto accaduto oltreoceano, Celine* si è detta felice che le donne in Svizzera siano libere di poter decidere. «L'aborto è un diritto. Quello che è accaduto negli Stati Uniti è una catastrofe per tutte le donne».

«La mia vita sarebbe andata in pezzi»
La seconda storia è quella di R.R.*, da Zurigo. Anche lei racconta di non essersi mai pentita di aver interrotto la gravidanza. «Sono rimasta incinta a 19 anni, il mio ragazzo voleva tenere il bambino e vivere con me». Ma la famiglia di lui non era d'accordo. E anzi la mise all'angolo, terrorizzandola. «Mi dicevano che non era figlio suo, dicevano che ero una puttana». E il giovane a un certo punto ha iniziato a negare di essere lui il padre. A quel punto il mondo della giovane è crollato. «Ho capito che avrei dovuto abortire. Non solo per questioni legate alla mia situazione finanziaria, ma perché avevo paura di loro». Il calvario proseguì però anche quando i familiari del ragazzo vennero a conoscenza dell'aborto. «Mi chiamavano alle due del mattino, solo per insultarmi».

Oggi R.R. ha 56 anni e non ha dubbi: senza la possibilità di interrompere la gravidanza la sua vita sarebbe andata in pezzi. «Per questo non posso sopportare quando sono gli uomini a prendere decisioni che riguardano il corpo delle donne».

«Volevo tenere il bambino. Lui mi buttò fuori di casa»
La decisione di interrompere una gravidanza può però essere traumatica. È il caso di Luana*, che a otto anni di distanza ancora soffre. La sua è una storia differente. «Rimasi involontariamente incinta del mio compagno dell'epoca. E lui mi chiese di abortire, mentre io volevo tenere il bambino». I due litigarono. «Alla fine mi buttò fuori dall'appartamento in cui vivevamo insieme e mi disse di tornare solo dopo aver abortito». La 26enne racconta di non essersi mai sentita così sola come in quel momento. «Non avevo nessuno. Neanche mia madre, con cui ho avuto a lungo un rapporto difficile, voleva aiutarmi. E a quel punto subentrò la paura di non farcela da sola ad allevare un bambino. E così decise di interrompere la gravidanza. «Non mi era mai capitato, in tutta la vita, di soffrire così tanto. Fisicamente e in testa».

Da quel giorno sono trascorsi otto anni. E, racconta Luana*, non c'è stato un solo giorno in cui non abbia pensato a quel figlio che non ha mai avuto. «Ogni volta che vedo una donna incinta o dei bambini, e come se rivivessi l'aborto di nuovo». Ed è il senso di colpa a farle più male. «Non sarò mai in grado di perdonarmi». Per questa sua esperienza, oggi chiede che attorno al tema dell'interruzione di gravidanza ci sia una maggiore educazione. «Spesso viene presentato come qualcosa di bello e semplice. Ma non è sempre così».

Le cifre

Nonostante lievi variazioni, nel 2021 i tassi delle interruzioni di gravidanza in Svizzera sono simili a quelli del 2020. Nel 2021 il tasso era di 6,7 ogni 1000 donne contro il 6,8 nel 2020. Nel confronto internazionale, il tasso di interruzioni di gravidanza in Svizzera è basso, anche se dal 2017 queste ultime sono di nuovo in aumento. L'ultima volta che sono stati osservati tassi di interruzione simili a quelli del 2020 e del 2021 è stato negli anni dal 2010 al 2012. Questo è quanto emerge dai risultati dell'Ufficio federale di statistica (UST).

Nel 2021 in alcuni Cantoni il tasso di interruzioni di gravidanza era superiore alla media svizzera, che era di 6,7 ogni 1000 donne. Nel Cantone di Ginevra (10,1) e di Vaud (9,1), praticamente il tasso non è cambiato rispetto all'anno precedente. È aumentato nei Cantoni di Neuchâtel (da 7,4 a 8,8) e Zurigo (da 7,4 a 8,0), mentre in quello di Basilea Città è diminuito da 9,1 a 7,0 rispetto all'anno precedente. Nel Cantone di Basilea Campagna il tasso è sceso da 7,2 a 5,8 e in quello di Sciaffusa da 8,0 a 6,1. Nell'Espace Mittelland (6,3), nella Svizzera orientale e nordoccidentale (5,6), nella Svizzera centrale (5,2) e in Ticino (4,3) i tassi di interruzione di gravidanza erano inferiori alla media svizzera.

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