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GRIGIONI«La Svizzera non è un'isola di sicurezza»

20.05.22 - 11:45
Droni dell’esercito per monitorare l'intera zona del WEF. L’edizione di quest'anno costerà quattro milioni in più.
Reuters
«La Svizzera non è un'isola di sicurezza»
Droni dell’esercito per monitorare l'intera zona del WEF. L’edizione di quest'anno costerà quattro milioni in più.

COIRA - Da una parte il terrorismo, dall’altra la guerra tra Russia e Ucraina. In mezzo ci sono gli strascichi della pandemia. Con uno scenario simile le autorità svizzere si apprestano ad affrontare il World Economic Forum a Davos, dopo la pausa di due anni legati alla diffusione del virus Covid-19.
Oggi a Coira si è svolta la conferenza stampa durante la quale le autorità locali e nazionali hanno informato su come intendono garantire la sicurezza dell’intero evento. 

Terrorismo - A prendere la parola è stato il comandante della polizia grigionese, Walter Schlegel. «A partire dagli attentati di Parigi del 2015, in Svizzera è aumentato il rischio di terrorismo. Dobbiamo essere pronti ad atti di sabotaggio, attacchi informatici oppure attacchi a infrastrutture importanti e prepararci a tali eventualità». Al WEF saranno presenti le polizie di tutti i 26 cantoni. «Abbiamo anche unità speciali in azione, squadroni di cani e granatieri» ha precisato Schlegel che ha fatto notare come la collaborazione con l’esercito svizzero sia ai massimi livelli. 

Monitoraggio con i droni - A quel punto la parola è passata al generale Lucas Caduff, comandante della divisione territoriale 3 dell'esercito svizzero. «Con la nuova situazione mondiale a causa della guerra in Ucraina, è tanto più importante allestire un apparato di protezione. La Svizzera non è un'isola di sicurezza e la sicurezza non è una cosa ovvia». 

L’edizione estiva del WEF ha per certi aspetti uno svantaggio. Non avrà la neve e quindi molti punti di accesso saranno liberi. Per questo motivo, quest'anno le forze d'intervento dovranno monitorare anche numerose valli laterali. Il WEF estivo avrà una compagnia supplementare di militi sul territorio. "Le recinzioni di protezione sui campi e sulle strade sono necessarie per garantire la sicurezza generale", ha continuato Caduff. "Tutti i punti di accesso saranno inoltre monitorati da droni dell'esercito".

Il costo: 32 milioni - I costi per il dispiegamento dell'armata svizzera ammontano ad un massimo di 32 milioni di franchi e non superano il finanziamento ordinario da parte della Confederazione. Alcuni militi impegnati in un corso di ripetizione sono infatti stati trasferiti al WEF.

Stando alla dichiarazione di Caduff, l'edizione di quest'anno prevede un costo maggiore di circa quattro milioni di franchi e sarà suddiviso fra Confederazione e Cantone dei Grigioni. Nove milioni sono invece stati stanziati per l'impiego di agenti di polizia. Il colonnello Walter Schlegel ha spiegato che l'importo effettivo potrà essere definito soltanto dopo l'evento.

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