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SVIZZERACaro benzina, il 64% degli svizzeri chiede di tagliare l'imposta sul carburante

17.05.22 - 12:50
È quanto emerge da un sondaggio rappresentativo di 20 minuti e Tamedia. Un gruppo di lavoro sta cercando soluzioni
20min/Simon Glauser
Caro benzina, il 64% degli svizzeri chiede di tagliare l'imposta sul carburante
È quanto emerge da un sondaggio rappresentativo di 20 minuti e Tamedia. Un gruppo di lavoro sta cercando soluzioni

BERNA - Con la guerra in Ucraina, il prezzo del carburante è schizzato alle stelle. E ormai in molte stazioni di servizio per la benzina si paga più di due franchi al litro. Ma non è ancora finita: «Se il conflitto continua, probabilmente nelle prossime settimane i prezzi saliranno ancora di cinque-dieci centesimi» afferma Bernhard Maurer di Oel-Pool AG, che gestisce le catene Ruedi-Rüssel, Miniprix e BP.

Italia, Francia e Germania hanno tagliato le tasse sui carburanti. Un provvedimento, questo, che dovrebbe adottare anche la Svizzera: lo pensa il 64% dei cittadini, come si evince da un recente sondaggio rappresentativo di 20 minuti e Tamedia.

Nella Confederazione, la questione relativa all'aumento del costo dell'energia è attualmente al vaglio di un gruppo di lavoro guidato dal ministro dell'economia Guy Parmelin. A breve i risultati saranno presentati al Consiglio federale, fanno sapere da Berna su richiesta di 20 Minuten.

Nel frattempo, il consigliere nazionale UDC Christian Imark non è affatto sorpreso del risultato del sondaggio: «Per la popolazione si tratta di un tema scottante. Chiunque guidi un'auto quotidianamente, ogni mese si ritrova a pagare un importo a tre cifre in più: è troppo». Già lo scorso mese di marzo, il deputato aveva presentato una mozione per chiedere delle misure contro l'aumento «esplosivo» dei prezzi del carburante.

Nessuna agevolazione per gli automobilisti - Non ci sta Jürg Grossen, presidente dei Verdi liberali: per lui una riduzione dell'imposta sul carburante è fuori discussione. Dopotutto, negli ultimi dieci-dodici anni i prezzi della benzina sono diminuiti: «Ora sono di nuovo in aumento, quindi al momento non servono agevolazioni per gli automobilisti».

Inoltre, aggiunge, le auto oggi sono più efficienti: «Si arriva molto più lontano allo stesso prezzo» afferma Grossen. Se i prezzi del carburante dovessero rimanere al livello attuale per diversi anni, allora si potrebbe poi valutare un sostegno mirato alle persone colpite.

Un sostegno per le famiglie - La vede allo stesso modo Franziska Ryser dei Verdi: a differenza dei paesi vicini, in Svizzera non c'è “povertà energetica”. «Le persone sono in grado di coprire i propri costi energetici» afferma. Inoltre, non mancano le possibilità per risparmiare denaro, per esempio circolando più lentamente in autostrada oppure utilizzando i mezzi pubblici.

«A medio termine dobbiamo comunque staccarci dai combustibili fossili. E questo potrà avvenire soltanto se un segnale in tal senso passa anche dai costi» afferma ancora Ryser. Un taglio delle imposte non è quindi una soluzione percorribile. Se i prezzi del carburante restano elevati, le famiglie a basso redditto potrebbero ricevere un sostegno mirato.

Sette centesimi al litro in meno - Secondo il consigliere nazionale UDC Franz Grüter, il Governo federale non deve necessariamente ridurre o abolire le tasse sulla benzina. Ma potrebbe rivedere il calcolo dell'IVA, che al momento si basa sull'intero prezzo del carburante, imposta inclusa. Andrebbe invece calcolata soltanto sul costo del prodotto. Una proposta, la sua, che è già stata accolta del Consiglio nazionale E se venisse adottata, il prezzo della benzina scenderebbe di sette centesimi al litro.

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