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SVIZZERA«Non possiamo accontentare tutti»

21.04.22 - 14:17
La Segreteria di Stato della migrazione fa il punto sulla crisi dei profughi in fuga dall'Ucraina
screenshot SEM
David Keller
David Keller
«Non possiamo accontentare tutti»
La Segreteria di Stato della migrazione fa il punto sulla crisi dei profughi in fuga dall'Ucraina

BERNA - Sono tra 500 e 1'000 i profughi ucraini che ogni giorno presentano richiesta di asilo in Svizzera. In totale 31'500 persone hanno già ricevuto lo statuto S. Le cifre sono state fornite oggi nel corso di una conferenza stampa dalla Segreteria di Stato della migrazione (Sem). 

In totale, ha spiegato il capo della sezione di crisi David Keller, sono circa 43'000 le richieste ricevute, di cui 5'000 ancora pendenti. Per quanto riguarda l'accoglienza, permangono ancora squilibri notevoli tra i diversi cantoni. «Alcuni hanno accolto anche mille persone in più o in meno rispetto a quanto previsto dal piano di proporzionalità» ha sottolineato il dirigente. 

La popolazione svizzera ha dimostrato «una grande solidarietà» che «era ed è molto preziosa» e la disponibilità di letti è raddoppiata dall'inizio della crisi. Al momento sono ancora 9'000 i posti non occupati. 

Gaby Szöllösy, segretaria della conferenza dei direttori cantonali della socialità, ha chiarito che comunque non è stato e non sarà possibile venire incontro a tutte le esigenze dei rifugiati. «Sappiamo che alcuni sono rimasti delusi e ce ne rammarichiamo». I parenti che non appartengono a un nucleo famigliare, ad esempio, non hanno automaticamente il diritto di alloggiare nello stesso cantone. «La chiave di distribuzione deve essere nel limite del possibile rispettata. Non possiamo gravare troppo alcuni cantoni, considerando che oltre all'ospitalità le autorità locali devono provvedere anche alle cure ospedaliere, alla scolarizzazione eccetera».   

Secondo Szöllösy «l'esperienza fino ad oggi mostra che i soggiorni di breve durata presso privati ​​non funzionano» perché provocano cambiamenti frequenti e molti disordini. «Questo non contribuisce alla stabilizzazione delle persone coinvolte, a cominciare dai minorenni che devono cambiare scuola con tutto ciò che questo comporta».

In futuro, in linea di principio l’attribuzione dei profughi ai Cantoni si baserà sulla chiave di riparto collaudata. I profughi verranno attribuiti in priorità ai Cantoni che sinora hanno accolto un numero di persone proporzionalmente basso rispetto ad altri, precisa la Sem. La possibilità di cambiare cantone verrà concessa «solo in casi eccezionali» e dove sono coinvolte persone vulnerabili.

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