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SVIZZERA«Non prenoterei mai più», stress al posto del relax negli hotel

24.12.21 - 18:32
Le restrizioni dovute al coronavirus stanno creando parecchi problemi a gestori e clienti delle SPA.
Keystone (archivio)
SVIZZERA
24.12.21 - 18:32
«Non prenoterei mai più», stress al posto del relax negli hotel
Le restrizioni dovute al coronavirus stanno creando parecchi problemi a gestori e clienti delle SPA.
Gli ospiti degli hotel si pentono di aver prenotato, gli albergatori invece sono al limite e alcuni hanno addirittura sospeso i controlli.

BERNA - Da lunedì il Consiglio federale ha introdotto diverse nuove misure nella lotta al coronavirus. Regole che negli hotel wellness stanno creando non poca confusione: 0G per i pernottamenti, 3G per i trattamenti estetici e i massaggi, 2G al ristorante e 2G+ nelle piscine coperte.

Una confusione che certamente non fa la felicità né dei clienti, né dei professionisti del settore, come viene sottolineato da alcune testimonianze raccolte da 20Minuten: «Sta diventando troppo frustrante. Gli ospiti dell'hotel in cui mi trovo possono usare la sauna solo se sono stati testati. E questo ogni giorno», racconta Jürgen. E nessun ospite vuole testarsi solo per poter accedere alla SPA. C'è anche un altro problema: molti centri di test sono pieni di prenotazioni, soprattutto nelle regioni di montagna, dove il turismo è nel pieno della sua stagione.

Anche Heidi si trova in vacanza, a Flims. Secondo lei il 2G+ andrebbe bene se si applicasse a tutti. «Ma ora le persone non vaccinate di età inferiore ai 16 anni e coloro che hanno già ricevuto la dose di richiamo possono muoversi liberamente. Tutti gli altri dovrebbero fare un test ogni giorno». E se è vero che i test sono gratuiti, ci sono tempi di attesa estremamente lunghi. «Il test richiede più di un'ora al giorno. Per farlo abbiamo dovuto smettere di sciare già nel primo pomeriggio», aggiunge Heidi. Inoltre, il centro in cui vengono effettuati i tamponi ha orari di apertura limitati ed è chiuso nei fine settimana. Se l'avesse saputo prima, avrebbe prenotato un hotel più economico, senza un'area benessere: «Non prenoterei più l'hotel finché c'è la regola del 2G+».

La nuova situazione è complicata anche per il personale dell'hotel. «Il 2G+ è la sfida più grande per gli hotel wellness», afferma René Maeder del Waldhotel Doldenhorn di Kandersteg (BE). L'area SPA dell'hotel ha tre ingressi «ed è impossibile effettuare i controlli in modo rigoroso», confessa. Inoltre, non esiste ancora un centro di test a Kandersteg. «Non c'era modo di crearne uno immediatamente, visto che il Consiglio federale ci ha informati solo una settimana prima di Natale», afferma Maeder. Gli ospiti devono quindi recarsi a Thun o Frutigen, ma lì i centri sono sovraccarichi.

Anche Andreas Züllig, presidente dell'associazione di categoria Hotelleriesuisse e proprietario dell'Hotel Schweizerhof a Lenzerheide, è alle prese con il 2G+. «Il governo federale ha imposto misure che non possono essere attuate in modo così rapido. Non si possono monitorare i diversi ingressi alle strutture dell'hotel dalla mattina alla sera», afferma. Inoltre, diversi dipendenti dell'hotel sono già in quarantena. Ecco perché è complicato fornire anche solo i servizi"normali". «Facciamo del nostro meglio per i nostri ospiti, ma la situazione non è delle migliori».

«Il 2G+ nell'area benessere è un chiaro vincolo dell'offerta turistica», ha confermato un portavoce di Hotelleriesuisse. La conseguenza è un calo della domanda e un enorme aumento delle spese di gestione.
 

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