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SVIZZERA
19.09.2021 - 15:150
Aggiornamento : 21:04

I non vaccinati che evitano i preparati a mRNA

La Confederazione sta negoziando l'acquisto di dosi. Nel frattempo cittadini impazienti contattano Swissmedic

Vaccinazione

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

BERNA - La notizia è degli scorsi giorni: la Confederazione sta negoziando per l'acquisto di dosi (una piccola quantità) del vaccino vettoriale prodotto da Johnson & Johnson. E sono in molti coloro che non vedono l'ora di poterne fare uso.

La conferma arriva, per esempio da un centro di vaccinazione di Winterthur: «Dallo scorso martedì, siamo stati contattati da diverse persone che volevano sapere se sia già possibile farsi somministrare il preparato Johnson & Johnson» afferma Thomas Kraft, interpellato da 20 Minuten. L'interesse si registra pure nei cantoni San Gallo, Obvaldo e Uri.

Anche l'Istituto svizzero per gli agenti terapeutici Swissmedic - lo scrivono ancora il colleghi d'oltre San Gottardo - ha a che fare con richieste analoghe: «Sono numerosi i cittadini che ci chiamano, poiché interessati al vaccino Johnson & Johnson» dichiara il portavoce Lukas Jaggi.

Non si tratta di cosiddetti no-vax, ma di persone che non si fidano della tecnologia a mRNA. Si tratta della tecnologia su cui si basano gli unici due preparati attualmente disponibili in Svizzera, ossia quelli di Pifzer/BioNTech e Moderna.

«Ci vogliono 100'000 dosi» - Attualmente in Svizzera circa due milioni di persone non sono ancora vaccinate contro il coronavirus. E molti cittadini sono in attesa di preparati che non siano a mRNA. Ecco quindi che per il consigliere nazionale Marcel Dobler (PLR) non bisogna perdere tempo: «La Confederazione deve procurarsi il vaccino Johnson & Johnson, non presto ma subito. E metterlo a disposizione della popolazione» sostiene.

L'obiettivo prioritario, lo ricorda ancora il deputato, è di aumentare il tasso di vaccinazione. Un risultato che si può raggiungere introducendo un vaccino che soddisfi le esigenze di coloro che non si fidano della tecnologia a mRNA. Secondo Dobler, la Confederazione dovrebbe acquistare almeno 100'000 dosi. In questo modo - aggiunge - il tasso di vaccinazione guadagnerebbe dieci punti percentuali.

Vaccino a mRNA

Pfizer/BioNTech e Moderna puntano su una tecnologia nuova, ma studiata da oltre dieci anni. Il mRNA è una sorta di molecola messaggera, che racchiude le istruzioni per fabbricare proteine. Essa trasmette alle cellule dell’organismo l’informazione necessaria per produrre la proteina del virus. Non appena l’organismo la produce, il sistema immunitario la riconosce come estranea producendo così gli anticorpi contro il virus. La risposta immunitaria prepara l’organismo a lottare contro il virus.

Vaccino vettoriale

Il preparato di Johnson & Johnson è un vaccino vettoriale («adenovirus»). Il vaccino riproduce parti della superficie del virus SARS-CoV-2 su un virus innocuo e prepara così il sistema immunitario a difendersi dal coronavirus.

Fonte: UFSP

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