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SVIZZERA
28.02.2021 - 08:260
Aggiornamento : 09:25

Per gli alberghi una stagione invernale da dimenticare

Il settore fa i conti con perdite milionarie. E al momento le prenotazioni per l'estate sono inferiori al 2019

HotellerieSuisse: «Gli ospiti nazionali non possono compensare l'assenza di quelli stranieri»

BERNA - La pandemia sta mettendo in ginocchio il settore turistico. E gli alberghi sono in difficoltà. Basti pensare che durante questo mese di febbraio nelle regioni urbane i tassi di occupazione sono stati molto bassi: se prima della crisi del coronavirus (quindi nel 2019) si parlava del 55%, ora è solo del 15%. È quanto emerge dall'ultima indagine di HotellerieSuisse sula valutazione della situazione.

È andata un po' meglio in montagna, dove grazie alle buone condizioni meteorologiche e ai comprensori sciistici aperti, le strutture mostrano tassi di occupazione più elevati. Secondo le ultime previsioni, si parla di una media del 50% (nel 2019 era del 57%). Tuttavia, più di un terzo degli alberghi (36%) presenta un'occupazione inferiore alla metà della capacità. «Ciò mostra che gli ospiti nazionali non possono compensare l'assenza degli ospiti stranieri. Inoltre, a causa della chiusura ufficiale dei ristoranti agli ospiti esterni, il fatturato di un hotel ne risente molto più del tasso di occupazione» osserva HotellerieSuisse.

Perdite milionarie - Sul fronte finanziario, per l'intera stazione invernale le strutture di tutta la Svizzera prevedono perdite medie di oltre un milione di franchi. Nel settore alberghiero cittadino si parla addirittura di oltre 1,5 milioni di franchi ad azienda. In termini di fatturato, due terzi di tutte le strutture perdono più del 40% e circa il 10% tra il 30 e il 40%. «A causa degli scarsi margini e riserve dovuti al sistema, questo comporta una sfida esistenziale per il settore».

Un'estate «drammatica» - E nonostante l'estate sia ormai all'orizzonte, al momento le prenotazioni si fanno ancora attendere. Le cifre per i mesi da giugno ad agosto 2021, sia nelle regioni rurali che in quelle alpine, sono inferiori a quelle del 2019. Per quanto riguarda le strutture cittadine, HotellerieSuisse parla di uno scenario «drammatico»: il 59% delle strutture prevede un tasso di occupazione inferiore al 20%, mentre il tasso di occupazione lorda delle camere nelle principali città svizzere è stato n media del 73% da giugno ad agosto, tra il 2017 e il 2019.

Sostegno necessario - «Le cifre dimostrano che il pagamento rapido degli aiuti per i casi di rigore sotto forma di contributi a fondo perduto è vitale per la sopravvivenza di molte aziende», afferma Andreas Züllig, presidente di HotellerieSuisse. È per questo che l’accesso agli aiuti per i casi di rigore per il settore alberghiero deve essere concesso rapidamente e in forma adeguata.

Inoltre, l'associazione parla anche dell necessità di mettere in atto tutte le misure possibili per rilanciare il turismo. Tra questi i test gratuiti e capillari. ««È per questo che esortiamo i Cantoni a sfruttare finalmente il loro potenziale nell’ambito dei test e a farlo nelle prossime settimane fino ai prossimi passi per l’apertura», conclude Züllig.

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