Luca Campana
LUGANO
17.03.2021 - 11:100

È il lavoro il più grande problema dei luganesi

Luca Campana candidato PPD nr.14 a Consiglio Comunale di Lugano.

LUGANO - È quello occupazionale il problema prioritario di Lugano post Covid su cui concentrare attenzione, energie e risorse.

Mi chiedo inoltre come sia possibile che si vogliano persone che continuano a essere sul mercato del lavoro pur avendo superato i 65 anni di età, mentre i giovani non trovano la prima occupazione?

Paradosso dei nostri tempi, ma è questione nazionale.

Sembra che il lavoro a Lugano ci sia, ma le nuove aziende non scovano «profili adatti», dice una mia conoscente.

Molti altri datori dicono che la formazione conta ed è importante, ma sembrano poco accorgersi dell’esistenza delle nostre università e istituti professionali e così capita che nel momento in cui si deve scegliere una collaboratrice salta fuori un caso non isolato alla “Burgarella”.

O ancora: le posizioni di lavoro ci sono, e stabili, ma i «bamboccioni luganesi» si rifiutano di accettare retribuzioni d'ingresso inferiori alle proprie aspettative, quindi rinunciano al bersaglio del lavoro con paghe “favolose” da 17 franchi all’ora; senza accorgersi che con paghe del genere è dura sopravvivere figuriamoci il solo formare una nuova famiglia.

"E i genitori o compagni di vita di chi cerca lavoro bussano disperati a ogni porta chiedendo aiuto per il proprio caro, cosa impensabile fino a qualche decennio fa".

Il mio è solo un tentativo di provare a descrivere come si dispiega sul territorio il fenomeno della disoccupazione, ma ci sarebbe ancora molto da spiegare e soprattutto da evidenziare sotto il classico tappeto.

Spero che in tempi rapidi, arrivino dai nostri rappresentanti idee nuove volte a incentivi o investimenti pubblici che permettano di garantire lavoro ai nuovi formati delle scuole. Magari grazie anche al tanto pubblicizzato “progetto lavoro “, che bisognerebbe ampliare.

Mercato autoctono privato e pubblico da Far West il nostro, anche per i dipendenti comunali non sembrano prospettarsi tempi rosei, infatti, grazie a una gestione volta al precariato essi rimangono sempre più spesso in attesa di una riconferma a scadenza quasi mensile per il proprio posto; cosa alquanto deprimente.

Un Comune spesso sornione ed "ignaro" quello che decide di non pagare un salario minimo dignitoso alle donne (e alcuni uomini) attive nel settore delle pulizie inserite nella classe più bassa.

Misure e mentalità del lavoro che faccio sempre più fatica a comprendere, che hanno esasperato e visto incrementare sul nostro territorio e non a sorpresa manodopera di oltre frontiera e che non ha di certo aiutato le famiglie luganesi ad affrontare questo periodo di grandissima difficoltà.

Adesso è ora di cambiare registro.

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