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LORENZO ONDERKASciopero del 29 febbraio: dove sta la vergogna?

13.03.24 - 08:00
Lorenzo Onderka, Avanti con Ticino & Lavoro
LORENZO ONDERKA
Sciopero del 29 febbraio: dove sta la vergogna?
Lorenzo Onderka, Avanti con Ticino & Lavoro

Dopo lo sciopero dei dipendenti pubblici del 29 febbraio si sono sentiti commenti di tutti i colori: «Non aveva più scopo, dato che il Parlamento ha annullato le misure di risparmio rivolte ai dipendenti pubblici», «è stato un atto vergognoso», solo per citarne alcuni. Insomma, da parte di molti parlamentari dell’area di destra, principalmente Lega-UDC e PLR, sono state espresse molte critiche riguardo allo sciopero.

Certo, se si considerano le misure annullate, si potrebbe pensare che lo sciopero non fosse più giustificato, e di sicuro non ha fatto piacere sentire quegli scioperanti che si sono lamentati quando il Governo ha comunicato che le ore di sciopero non sarebbero state pagate (come capita in tutti gli altri scioperi, ma è per questo che esistono i fondi dei sindacati, giusto?). Guardando le cose in superficie, verrebbe da dire che in effetti non c’era più motivo di scioperare. Ma le cose stanno proprio così? La risposta viene dall’azione di Governo e Parlamento, che si sono trovati nella situazione di dover risanare le finanze cantonali dopo anni di gestione politico-economica disastrosa.

E chi ha condotto il Cantone a questo punto? Le persone che da anni siedono in Consiglio di Stato e in Gran Consiglio, coloro che hanno proposto tagli ai salari dei dipendenti come contributo di solidarietà, senza però rinunciare al proprio reddito (Consiglieri di Stato) o alle indennità di parlamentare (Gran Consiglieri), e che tacciano lo sciopero di essere vergognoso. Se c’è qualcosa di vergognoso, è l’atteggiamento di chi sta in Governo ed in Parlamento e che ha spinto le persone a scendere in piazza per reclamare ciò che spetta loro.

Se c’è qualcosa di vergognoso, è vedere un Governo e una parte del Parlamento, purtroppo la maggioranza, che continua a votare crediti anche per opere non strettamente necessarie, e che non interviene sui costi strutturali dove c’è molto da limare. E continuerà così, basta vedere cosa è successo con l’elezione dei nuovi procuratori pubblici e la nomina del Consiglio di Amministrazione della nuova società che gestirà il progetto Tram-Treno: vale più la partitocrazia che le competenze e le capacità. Ecco cosa c’è di vergognoso: una gestione della cosa pubblica mirata a concedere benefici e vantaggi alla casta dei soliti noti, in termini di appalti, incarichi, posti di lavoro pubblici, consigli di Amministrazione, ecc., piuttosto che mettere al centro il bene di tutti i residenti.

Mi auguro quindi che il movimento di piazza vada avanti, perché è uno degli strumenti che abbiamo a disposizione per esercitare pressione su un Governo e un Parlamento che continua a trascurare i nostri interessi e il nostro benessere.

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