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L'OSPITE
28.07.2021 - 10:100

Christian Paglia non la racconta giusta!

Giancarlo Jorio, già municipale di Giubiasco

Ne ha fatto di “cotte e di crude” e non ha nemmeno il pudore di stare zitto.

Ha lasciato che si demolisse la componente di un’opera pubblica, senza l’avvio di una procedura edilizia, pur costituendo essa un elemento integrante e fondamentale del progetto approvato quanto alla sua destinazione, sia dal Consiglio comunale, sia con licenza edilizia.

Ha inteso, in malafede, determinare un cambiamento di destinazione dell’opera pubblica con una la trasformazione  abusiva che consente un uso difforme e accresciuto rispetto al progetto approvato con la licenza edilizia, con conseguenze che generano immissioni ambientali accresciute.

L’ex capo dicastero OP, per il caso, ha condotto il suo settore dell’amministrazione e si è avvalso del compiacimento di quello dei servizi di sicurezza, mettendo in atto un approccio defatigorio, volto a sottrarre il Comune a una procedura ordinaria LE e alla conseguente denuncia per avere generato un abuso edilizio. (vedi Ticinonline 06 dicembre 2018).

Porta la responsabilità di aver lasciato competenze che in vero non hanno a funzionari.

Per “costruire un alibi” e coordinare l’azione in conseguenza dell’illegale negligenza, ben avvertita nella quale si è incorsi, è stata convenuta una strategia di difesa tra i politicanti e i funzionari comunali confortata dai pareri chiesti ai municipali Paglia e Bersani che avrebbero dovuto ricusasi d’ufficio (per l’art. 50 LPAmm).

Una licenza edilizia diventata definitiva anche a seguito di una sentenza del Consiglio di Stato per un’opera pubblica che ha determinate caratteristiche, deve offrire sufficienti garanzie giuridiche nel tempo.

A maggior forza quando si tratta di un’opera pubblica su un terreno pubblico, con un Municipio al quale è delegato il compito di fare rispettare la legge avvalendosi di un’amministrazione e anche di una polcom.

Il sindaco, il municipio, il capo dicastero, i funzionari sono lì per mantenere al meglio le opere comunali, non ne sono i proprietari e quantomeno ne possono disporre a piacimento.

Paglia, raccontala giusta, almeno una volta, poiché poi qualcuno alla fine dovrà passare alla cassa.

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