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STATI UNITI
27.11.2017 - 22:070

Congresso in tensione tra tasse e molestie sessuali

Donald Trump, che farà visita domani ai senatori repubblicani, ha annunciato che la settimana in corso sarà cruciale per la riforma fiscale

WASHINGTON - Lo annuncia lo stesso Donald Trump su Twitter: «Rientrato a DC, settimana cruciale per il taglio delle tasse e molte altre cose di grande importanza per il nostro Paese». Al via il pressing del presidente Usa per spingere la riforma fiscale al Congresso, con in mente la promessa di 'venirne a capo' entro Natale.

Il primo passo Trump lo farà domani con una visita a Capitol Hill ai senatori repubblicani. Un Congresso "scosso" dalle accuse di molestie sessuali che, sia pur non esplose in scandalo, distraggono e infiammano gli animi.

La riforma fiscale è la svolta che la Casa Bianca cerca, nella speranza di mettere a segno la prima vera vittoria legislativa e con questa ridefinire gli equilibri nel rapporto con i repubblicani al Congresso. Equilibri da troppo tempo precari, a tratti pericolosamente labili, ma che le circostanze non aiutano a consolidare con l'ombra delle molestie che aleggia anche sulle elezioni suppletive in Alabama con il candidato repubblicano al Senato Roy Moore accusato di comportamento improprio verso minorenni nei decenni passati.

Donald Trump non andrà in Alabama a fare campagna per Moore, fa sapere la Casa Bianca. Ma il sostegno del presidente è indubbio, lo ha ribadito anche nelle scorse ore, sottolineando il «disastro» che sarebbe lasciare i democratici vincere la corsa. E lo sarebbe, considerata la maggioranza risicata di 52 su 100 che il Grand Old Party detiene al Senato. Domani a Capitol Hill, a porte chiuse, Trump dovrà dare indicazione anche su questo, chiamare a raccolta, chiedere cautela. Perché con un senatore in meno la strada verso la riforma fiscale si fa ancora più tortuosa.

Intanto la 'bufera molestie' lascia i democratici senza strategia vera: si procede caso per caso, così il senatore Al Franken accusato da più donne indice una conferenza stampa per ribadire le sue scuse pubbliche ma non lascia. Rientra al lavoro, «per riconquistare la fiducia», afferma. Quasi a dire: tra la mia foto goliardica (in cui l'ex comico è ritratto mentre finge di palpeggiare i seni di una collega, quando non era ancora senatore) non è paragonabile al repubblicano Moore accusato di avvicinare minorenni. La difesa di Trump è che «Moore nega». Come lo stesso tycoon ha negato le accuse nei suoi confronti, emerse anche poco prima della sua vittoria elettorale.

E adesso il presidente sembra mettere in dubbio anche l'autenticità del famoso audio del 2005 in cui sono registrati alcuni scambi volgari con il presentatore televisivo Billy Bush. Audio che fu tirato fuori nel 2016 durante la campagna elettorale e che costò al tycoon l'accusa di essere sessista e molestatore. Nella registrazione si sente il tycoon dire che «se sei una star con le donne puoi fare quello che vuoi». Trump ammetteva quindi di aver palpeggiato diverse donne.

La settimana del rientro dal lungo weekend del Ringraziamento parte inoltre con la prospettiva di un vero e proprio 'showdown' ad agitare le già turbolente acque della politica a Washington, dopo la contestata nomina da parte di Donald Trump per il vertice del Consumer Financial Protection Bureau. Gli avvocati della persona designata dai vertici uscenti - come consuetudine - a capo dell'agenzia per la protezione dei consumatori hanno presentato un ricorso che contesta la scelta del presidente di 'intervenire' avanzando una sua nomina. E oggi al lavoro si sono presentati in due.

 

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