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TURCHIAErdogan favorito al ballottaggio ma la Turchia è divisa

15.05.23 - 20:37
Il presidente in carica ha ottenuto il 49,5% dei consensi. Il verdetto è rinviato per il secondo turno in programma il prossimo 28 maggio.
AFP
Fonte ATS ANS
Erdogan favorito al ballottaggio ma la Turchia è divisa
Il presidente in carica ha ottenuto il 49,5% dei consensi. Il verdetto è rinviato per il secondo turno in programma il prossimo 28 maggio.

ISTANBUL - Recep Tayyip Erdogan ha chiuso in testa il primo round delle elezioni presidenziali ma non è stato l'ennesimo trionfo della sua carriera politica. Il Sultano ha sempre vinto al primo turno le precedenti consultazioni dal 2014 a oggi, mentre stavolta si è fermato al 49,5% e sarà costretto a inseguire la conferma il 28 maggio, quando è fissato il ballottaggio con Kemal Kilicdaroglu.

Il leader della coalizione dei partiti di opposizione ha ottenuto quasi il 45% delle preferenze, un'enormità che pure potrebbe non bastargli: al secondo turno sono in molti a vedere Erdogan favorito, anche perché potrebbe intercettare la stragrande maggioranza dei voti di Sinan Ogan, candidato di una coalizione di piccoli partiti di estrema destra che ha raccolto poco più del 5%.

Nel cuore della notte Erdogan è comparso sul balcone della sede del suo partito Akp ad Ankara, dove tradizionalmente ha sempre festeggiato i suoi successi elettorali, e ha annunciato che rispetterà il responso delle urne fra due settimane. Un ballottaggio che lo sfidante a sua volta si è detto sicuro di vincere, promettendo di lottare «fino alla fine» per battere Erdogan. «Io sono qui e voi siete qui», ha detto Kilicdaroglu mettendosi una mano sul cuore in un video diffuso sui social.

Il suo partito, il laico e socialdemocratico Chp, ha incassato più deputati rispetto alle precedenti consultazioni nelle elezioni per il rinnovo del parlamento ma la maggioranza dell'assemblea è ancora sotto il controllo di Erdogan. Anche questa però per il Sultano è una vittoria in chiaroscuro: è vero che l'Akp del presidente ha ottenuto più voti di tutti ma il partito ha eletto meno parlamentari rispetto alla precedente legislatura e Erdogan gode della maggioranza in aula solo grazie alla formazione di destra nazionalista Mhp e all'islamista Yeniden Refah Partisi, due partiti della coalizione che lo hanno sostenuto e ai quali dovrà rendere continuamente conto.

Tra le note positive per lui c'è invece il fatto di essere riuscito a mantenere alti i consensi anche nella zone del sudest anatolico devastate dal sisma che in febbraio ha ucciso oltre 50'000 persone; e nelle uniche due province terremotate, su 10, dove ha preso più voti l'opposizione - Hatay ed Adana - il sostegno a Erdogan è rimasto comunque quasi analogo a quello di cinque anni fa.

Il presidente in carica ha incassato subito i complimenti di Ilham Aliyev, il presidente dell'Azerbaigian che nelle scorse settimane aveva criticato le linee di politica estera di Kilicdaroglu. Oltre al leader azero, Erdogan ha raccolto le congratulazioni anche di Ersin Tatar, il presidente dell'autoproclamata Repubblica turca di Cipro del Nord riconosciuta unicamente da Ankara, già fedelissimo del Sultano, e dal capo di Stato del Kazakhstan Qasym-Jomart Tokaiev. Mentre Mosca si aspetta che, indipendentemente dal risultato che ci sarà nel ballottaggio, la cooperazione con Ankara «continuerà e si approfondirà».

L'Ue, che pure avrebbe visto con favore un'affermazione di Kilicdaroglu dopo 20 anni al potere di Erdogan, con il quale i rapporti sono freddi, per usare un eufemismo, ha comunque apprezzato la grande partecipazione al voto che ha sfiorato il 90%. «È un'ottima notizia perché fa capire che il popolo vuole esercitare il proprio diritto democratico. Attendiamo la seconda tornata e vedremo», ha commentato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, sottolineando che Ankara «è un partner importante» per Bruxelles.

Infine, dopo le contestazioni delle opposizioni di ieri, la missione dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) presente da aprile in Turchia per il monitoraggio elettorale ha fatto sapere di non aver rilevato «manipolazioni» nel processo di scrutinio delle schede ma ha denunciato che «la copertura mediatica ha favorito il partito di governo» durante la campagna elettorale.

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