AFP
STATI UNITI
05.05.2021 - 15:190
Aggiornamento : 16:34

Trump non potrà ritornare su Facebook

Lo ha deciso la Commissione di vigilanza di Facebook che però vuole che sia fatta chiarezza al più presto

SAN FRANCISCO - La commissione di vigilanza di Facebook ha confermato oggi la decisione della compagnia di sospendere l'account di Donald Trump sulla piattaforma social. 

Il “ban” deciso della compagnia di Zuckerberg, estremamente discusso, era venuto in seguito ai post dell'ex-presidente a fronte dell'assalto al Campidoglio del 6 gennaio.

«Il post di Trump durante l'insurrezione hanno violato in maniera importante le regole di Facebook e incoraggiato e legittimato l'uso della violenza», riporta via Tweet il Comitato che invita però il social network a valutare la gravità di quanto successo e decidere su come comportarsi sull'account del magnate newyorkese ancora in «sospeso a tempo indefinito».

Un'eventualità, questa, estranea alle regole del social network: «Si decida, quindi, per la riattivazione dopo la rimozione dei post incriminati, per una sospensione a tempo determinato o un'espulsione tout court», scrive l'organo indipendente.

La commissione di vigilanza di Facebook, presieduta da un gruppo di esperti in varie aree di competenza, è un organo super partes istituito dalla compagnia.

Proprio di oggi la notizia del lancio della nuova (meta)-piattaforma social di Trump, una sorta di miniblog personale sul quale pubblica quotidianamente pensieri e invettive.

Le responsabilità di Facebook

Nel rapporto della Commissione, una parte è dedicata anche a come Facebook ha gestito la faccenda Trump. In molti avevano accusato il social network di aver cincischiato a lungo per poi aver agito, in ritardo, ed eccessivamente.

La tesi degli esperti tratta proprio questo punto: «È importante riconoscere da subito se un utente, politico o meno, con un grande seguito possa o meno essere considerato potenzialmente pericoloso», riporta il rapporto, «le regole dovrebbero essere uguali per tutti ma, per quanto riguarda le possibili derive violente, è importante tenere d'occhio il contesto. Quando un post può essere considerato pericoloso, Facebook dovrebbe agire tempestivamente, facendo valere le sue regole».

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