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CANTONEUn anziano su tre, in Ticino, è in povertà

02.10.22 - 13:26
Lo svela l'associazione Pro Senectute.
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Fonte Ats
Un anziano su tre, in Ticino, è in povertà
Lo svela l'associazione Pro Senectute.

BELLINZONA - Gli anziani sono sempre più colpiti dalla povertà, secondo un nuovo studio di Pro Senectute. L'inflazione attuale e l'imminente emergenza energetica aggravano la situazione già tesa, ha comunicato oggi l'organizzazione di servizi e prestazioni attiva a favore delle persone anziane.

Secondo lo studio, 46'000 anziani sono attualmente colpiti da povertà estrema perché guadagnano meno di 2'279 franchi e non hanno riserve, riferiscono oggi i domenicali Le Matin Dimanche e Sonntagszeitung.

Quasi uno su tre in Ticino - L'indagine ha evidenziato notevoli differenze regionali: gli anziani sono più colpiti in Ticino, dove quasi il 30% dei pensionati vive in condizioni precarie, mentre Basilea registra il tasso di povertà più basso, pari al 6%.

Come possibili spiegazioni vengono suggerite le differenze tra le situazioni economiche e gli aiuti concessi dai singoli Cantoni, ma anche la tendenza a cercare meno sostegno nelle zone rurali.

L'obiettivo? «Garantire necessità di base» - Pro Senectute non intende rimanere inattiva di fronte al previsto aumento dei prezzi. Oltre al rincaro, tiene d'occhio anche l'attuale emergenza energetica.

«Se constatiamo che persone anziane particolarmente vulnerabili subiscono gravi limitazioni nella loro vita quotidiana, interverremo», sottolinea Alain Huber, direttore di Pro Senectute Svizzera, citato nel comunicato. Anche in caso di razionamento, occorrerebbe garantire che i bisogni di base delle persone a mobilità ridotta possano essere soddisfatte, aggiunge.

Anche prima del recente aumento dei prezzi, in Svizzera una persona su otto in età pensionabile era colpita o minacciata dalla povertà, ha comunicato oggi l'organizzazione.

«Siamo preoccupati» - Prezzi della benzina, dei generi alimentari, dell'energia e costi legati all'alloggio: il rincaro si ripercuote ormai sui settori chiave della vita quotidiana. «Questa situazione ci preoccupa molto», puntualizza Huber nella nota.

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