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CANTONE
17.01.2022 - 10:310
Aggiornamento : 12:57

A fronte dell'esplosione dei contagi, «è inevitabile» confermare e prolungare i provvedimenti anti-Covid

La risposta del Governo ticinese alla consultazione federale. Ma si chiede una rivalutazione a fine febbraio

Il Cantone si dice inoltre favorevole a ridurre la durata dei certificati di vaccinazione a 270 giorni

BELLINZONA - Alla luce del perdurare di una situazione delicata dovuta alla diffusione della variante Omicron, confermare e prolungare i provvedimenti anti-coronavirus attualmente in vigore «è inevitabile». È quanto risponde il Governo ticinese alla consultazione federale che la Confederazione ha avviato lo scorso mercoledì 12 gennaio.

Prolungare la validità delle misure è quindi inevitabile. Ma non sino alla fine di marzo, come proposto dal Consiglio federale. «Il termine - si legge in un comunicato del Cantone - viene valutato come eccessivo, tenendo anche conto che alcuni scenari presentati sul piano federale prevedono il raggiungimento del picco di contagi alla fine del mese di gennaio». Per questo motivo, il Governo ticinese chiede che i provvedimenti vengano rivalutati alla fine di febbraio.

Il telelavoro? Meglio la raccomandazione - In merito ai provvedimenti già in vigore, il Governo ticinese ha voluto sottolineare nuovamente la propria posizione critica nei confronti dell’obbligo del telelavoro – che andrebbe adeguato a raccomandazione – e all’inattuabilità di controlli per quanto riguarda le limitazioni delle manifestazioni private in strutture non accessibili al pubblico.

Certificato Covid da 270 giorni - Le autorità cantonali si dicono inoltre favorevoli alla proposta di ridurre la durata dei certificati di vaccinazione e di guarigione a 270 giorni, sottolineando però che «questi frequenti cambiamenti possono creare disorientamento nella popolazione».

Estensione dell'obbligo di mascherina - Trova inoltre sostegno la proposta di estendere l'utilizzo della mascherina (riduzione del limite di età, obbligo anche all'aperto nelle situazioni di affollamento, eccetera). E considerata l'esplosione dei contagi e la relativa pressione sulle capacità diagnostiche, il Cantone si dice anche favorevole a una rivalutazione delle priorità per l'accesso ai test. Per contro non rileva la necessità di rivalutare le disposizioni per l'ordine da parte delle autorità di isolamenti e quarantene.

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