L'agenda piena di impegni: così si va in tilt
Depositphotos
ULTIME NOTIZIE Ticino
MENDRISIO
1 ora
Il Trentasei di Gialdi è d'oro al Mondial du Merlot
Il concorso, tenutosi a Sierre, conferma il dominio dei vini ticinesi
CANTONE
2 ore
In cerca di docenti per le scuole cantonali
In Ticino apre il concorso per l'anno scolastico 2022/23
CANTONE
2 ore
In bus tra Lugano e Taverne-Torricella
Sul tratto in questione i treni S10 sono soppressi nella notte tra il 5 e il 6 dicembre
CANTONE
3 ore
Gli anni ticinesi di Highsmith in un documentario
Le riprese del film sono di recente iniziate sul Lago Maggiore e in Valle Maggia
CANTONE
3 ore
Il vino di Mezzana fa il pieno di medaglie
Negli scorsi mesi la produzione dell'azienda agraria cantonale ha ricevuto diversi riconoscimenti
CANTONE
3 ore
In Ticino il booster è per tutti
Da subito tutti gli over 16 che hanno ricevuto la seconda dose da almeno sei mesi possono prenotare il richiamo
CANTONE
4 ore
In Ticino 186 nuovi contagi e altre 13 classi in quarantena
Sono 67 i pazienti Covid che attualmente si trovano negli ospedali del nostro cantone
LOCARNO
4 ore
Storia del "guerriero" Toni
Toni Milano, 40 anni, ha lasciato il ciclismo a causa della distrofia muscolare. Ma non ha smesso di lottare
CANTONE
6 ore
«In estate 50 telefonate al giorno, adesso le riceviamo in meno di un'ora»
L’hotline cantonale è sommersa dalle telefonate. Ne arrivano a raffica e per i motivi più disparati.
LIGORNETTO
8 ore
Mascherine a scuola, quanto lavoro per Timask
Quella momò è una delle poche aziende in Svizzera autorizzate a produrre mascherine per bambini
LAMONE
8 ore
Botox-bar per una notte? La versione del gerente dopo il blitz
Il gerente si difende: «Era solo una presentazione di prodotti. I trattamenti, semmai, si sarebbero tenuti in Italia»
CANTONE
25.10.2021 - 20:300
Aggiornamento : 22:33

L'agenda piena di impegni: così si va in tilt

I mali che portano alla depressione. Deborah Meili, consigliera comunale luganese, su Piazza Ticino.

La 26enne sta vivendo un burnout a causa dell'eccessivo sovraccarico personale. Con lei interviene la psicoterapeuta Claudia Crivelli Barella. Guarda il video.

LUGANO - «Mi sono caricata di troppi impegni. Avevo l'impressione di dovere fare di più, di più e ancora di più. Sentivo il peso di troppe responsabilità. Alla base, un mix di fattori. Se penso alla fine dei miei studi universitari, dovevo funzionare a tutti i costi... Poi è esploso il malessere». La 26enne consigliera comunale luganese Deborah Meili è stata ospite di Piazza Ticino. E ha raccontato il suo burnout, la sua depressione. L'outing lo aveva fatto a inizio ottobre in occasione di una seduta di consiglio comunale. «Deborah ha avuto coraggio – sostiene la psicoterapeuta Claudia Crivelli Barella –. Il male psicologico ci fa paura. Ci fa sentire inadatti. Condividere il proprio dolore con altri, lo rende un po' più gestibile». 

Vicini a una svolta? – Ma perché c'è sempre una sorta di vergogna nell'ammettere di avere disagi psicologici? Perché la salute mentale conta meno di quella fisica? La psicoterapeuta riprende: «Viviamo in una società che ci vuole performanti. Perfetti. Come pegno consumiamo tantissimi psicofarmaci e ansiolitici. Il problema è evidente. In realtà sentiamo un po' tutti un bisogno di accettazione. Ci sono studi che dimostrano che chi va dallo psicoterapeuta sul lungo termine fa diminuire i costi della salute. L'aspetto fisico è collegato a quello mentale. Credo che in generale questo messaggio stia un po' passando». 

«Non mi alzavo più la mattina» – Deborah non era più motivata da settimane. Anche nei confronti di attività che amava fare. «Il fatto di non avere voglia di alzarsi alla mattina mi preoccupava. Dopo mesi e mesi ho deciso di fare la fatidica chiamata a uno psicoterapeuta. I miei obiettivi? Vorrei imparare a conoscere meglio i miei limiti, a delegare e a dire di no. Dissociarmi dal perfezionismo, inoltre. Basta con la quantità, è molto più importante la qualità. Cosa mi aspetto ora? Io sono già contenta di essere sulla strada giusta e di avere fatto sentire alcune persone meno sole. Sarebbe bello se si aprisse un dialogo più ampio sul tema». 

Identità troppo condizionata dal lavoro – Spesso il termine burnout viene associato all'ambito lavorativo. Erroneamente. «Si può essere in burnout anche senza avere un'attività lavorativa – fa notare Crivelli Barella –. Il problema è che nella nostra società riconduciamo la nostra identità eccessivamente al lavoro. Ma noi siamo anche altro. Noi siamo pensieri, passioni... Il lavoro è una cosa bellissima, ma è solo una delle attività che facciamo. Nella nostra società soffriamo per il troppo lavoro, ma anche per il lavoro che non abbiamo o che non ci piace. Il concetto è stato esasperato. In passato l'ansia esisteva. Ma non a questi livelli. Siamo sempre proiettati nel "fare", ci vantiamo di avere l'agenda piena. È estremamente pericoloso. Va trovato un equilibrio tra le nostre esigenze e quelle della società». 

Il peso delle etichette – Deborah racconta la sua metamorfosi. «Sto vedendo le cose sotto un altro punto di vista. Quando ci prendiamo una pausa, e stiamo mezza giornata sul divano, ci sentiamo subito dei lazzaroni. Invece questo è un investimento su noi stessi». Eppure il peso delle etichette può essere enorme. Anche a livello sociale. «Forse la nostra è una realtà ancora periferica – conclude la psicoterapeuta – e quindi ci sono pregiudizi verso chi va in psicoterapia. Le casse malati? Mettono restrizioni su tutto. Però dall'anno prossimo ci sarà un'apertura verso la psicoterapia. Penso che in generale le cose stiano migliorando».  
 
CLICCA QUI PER VEDERE L'INTERVISTA INTEGRALE

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter

TikTok


Copyright © 1997-2021 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2021-12-03 14:21:01 | 91.208.130.85