ITALIAFabio Volo: «Per i figli bisogna anche lasciarsi»

30.11.22 - 15:30
L’artista ha parlato della separazione dalla compagna Johanna Maggy
IMAGO / Matteo Gribaudi
Fabio Volo: «Per i figli bisogna anche lasciarsi»
L’artista ha parlato della separazione dalla compagna Johanna Maggy

MILANO - La vita di coppia va vissuta con razionalità, soprattutto quando ci sono dei figli: per il loro bene è giusto anche separarsi. Questa la tesi di Fabio Volo, che per la prima volta ha parlato della separazione dalla compagna Johanna Maggy, madre dei suoi figli Sebastian (9 anni) e Gabriel (7). Il conduttore, attore e scrittore lo ha fatto in un’intervista a Vanity Fair, spiegando che quando due persone non sentono più di dover stare insieme, farlo soltanto per i figli rappresenta un errore. «Il vero misunderstanding è che la gente dice: ‘sto insieme per i figli’. Invece è: ‘bisogna lasciarsi per i figli’. Perché loro meritano la verità, e se tu, che sei la persona che stimano di più, gli dici delle bugie, dopo li mandi nel mondo e loro diranno: ‘se mio padre mi ha mentito, se mia madre mi ha mentito, allora perché devo fidarmi di questa persona?’».

Volo ha precisato di non aver mai tradito la compagna e che quello uscito più sconvolto dalla fine della loro relazione è stato proprio lui. «Non pensavo di lasciarmi, e che mi sarei trovato single. Quando è arrivato il momento ‘forse è meglio se ci lasciamo’, dei due ero quello più spaventato - ha dichiarato l’artista - Johanna e io non è che non ci amiamo più perché non stiamo più insieme: l’amore si è trasformato. Se nella relazione le due persone non tirano fuori la parte migliore dell’altro, possono o restare insieme per poter dire che stanno insieme da cinquant'anni, come se fosse un premio, oppure dirsi “continuiamo ad amarci anche se non stiamo sotto lo stesso tetto’».

Per Volo, dunque, lei e l’ex hanno fatto la scelta giusta. «Sarei rimasto con Johanna tutta la vita se fosse andata bene - le sue parole -, non sono ‘contro la coppia’, non faccio piani, ma se lì dentro non c’è qualcosa che mi tiene vivo, non posso andare avanti». 

 

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