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26.01.24 - 12:38
 
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Come sopravvivere al burnout dopo i 50 anni

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Il burnout dopo i 50 anni è una brutta bestia, anche perché non si tratta solo di esaurimento da lavoro, ma finisce per riguardare la sfera privata e famigliare. Scopri quali sono i segnali a cui prestare attenzione e, nel caso, come affrontare questa condizione.

Hai mai provato così tanta stanchezza e stress da sentirti completamente svuotato? Se la tua risposta è affermativa, sappi che sei in buona compagnia e che questa sensazione è universalmente conosciuta come “burnout”.

Ma il burnout dopo i 50 anni non è solo una semplice stanchezza, è una vera e propria condizione di esaurimento che colpisce tanto la mente, quanto il corpo, rendendo difficile concentrarsi, prendere decisioni e trovare la motivazione per continuare ad alzarsi al mattino.

Quando tutto ciò accade, può sembrare che tu stia perdendo il controllo della tua vita, che tutto sia troppo per te e per le tue capacità. Ma non succede solo a te. Capita a molti. Il burnout dopo i 50, infatti, è una problematica molto comune, che talvolta viene confusa come “crisi di mezza età”. Ma è qualcosa di diverso.


Il burnout degli over 50: una realtà in crescita

In Svizzera, come del resto in tutto il primo mondo, il burnout è un fenomeno in crescita, soprattutto tra le persone di età superiore ai 50 anni. Pensa che secondo l’Ufficio Federale di Statistica, nel 2017 il 21% delle persone attive si dichiarava molto stressato sul lavoro, un dato che già allora evidenziava un discreto aumento dei casi, visto che nel 2012 riguardava solo il 18% dei lavoratori.

Se a questo aggiungi che il 49% delle persone stressate si dichiara “emotivamente esausta” sul posto di lavoro, capirai bene che il rischio di burnout per gli over 50 è un rischio concreto, confermato anche dalle numerose assenze in conseguenza di malesseri psicologici. Ma quali sono le principali cause di questo fenomeno?

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Cause del Burnout dopo i 50 Anni


Il burnout non è qualcosa che si verifica all’improvviso, senza dare segnali di avvertimento, ma è il risultato dell'accumulo di stress, pressioni e preoccupazioni. D'altra parte, siamo onesti: in cinquanta e passa anni di vita, di motivi per essere stressati, se ne incontrano davvero tanti!

A cominciare dalla pressione sul lavoro. Un po' per caso, un po' per necessità, molti over 50 si trovano a dover gestire carichi di lavoro molto pesanti, da portare a termine con risorse spesso insufficienti. Inoltre, i cinquantenni possono sentirsi improvvisamente inadeguati ed “obsoleti” a causa dell’avanzamento tecnologico e della necessità di aggiornare costantemente le proprie competenze.

In secondo luogo, a causare il burnout dopo i 50 anni concorrono anche le vicende personali, come i divorzi, la perdita di un coniuge, la preoccupazione di dover continuare a sostenere i figli che non trovano un'occupazione, la cura dei genitori ormai molto anziani. Le preoccupazioni per un futuro in cui l'entità dell'assegno pensionistico non lascia spazio all'ottimismo.

Già così, sarebbe troppo per chiunque. Ma te, che hai più di 50 anni, sai bene che al burnout concorre anche l'invecchiamento stesso. Non ti senti più forte ed invincibile come quando eri giovane e, spesso, finisci per soccombere al timore per il futuro. È tutto normale, fa parte del ciclo della vita.

Il burnout dopo i 50 anni, invece, no, quello si può e si deve prevenire riconoscendone i sintomi prima che provochi seri danni al corpo e alla mente.



Burnout: sintomi fisici e mentali

Come accennato, ciò che devi sapere è che il burnout non ti aggredisce da un giorno all'altro, ma striscia subdolo, minando le tue capacità giorno dopo giorno.

Alcuni segnali potrebbero essere la perdita di interesse per qualcosa che, fino al giorno prima, suscitava il tuo entusiasmo, una certa difficoltà nel concentrarsi, il rimandare all'infinito l'appuntamento con quella persona a cui tieni tanto o persino un'inquietante difficoltà nell'alzarsi dal letto al mattino.

In realtà, è molto difficile poter elencare tutti i campanelli di allarme che avvisano che il burnout si avvicina, ma sappi che si tratta sempre di qualcosa che ti pone in posizione rinunciataria rispetto al quotidiano e alla vita in generale. È importante prestare attenzione a questi segnali. Se ti riconosci in alcuni di essi, è arrivato il momento di fare un passo indietro e prenderti cura di te. E se dovessi sentirne il bisogno, ricorda che non c’è nulla di sbagliato nel chiedere aiuto.

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Come uscire dal burnout

Riconoscere e accettare il problema è il primo passo per uscire dal burnout, su questo non c'è dubbio. Non sei un supereroe e non c'è nulla di male nell'ammettere un momento di difficoltà. Una volta fatto ciò, devi cominciare a prenderti cura del tuo benessere psico-fisico, se possibile prendendoti una pausa dal lavoro per dedicarti ad attività meno stressanti.

Se ciò non è possibile, sappi che lo yoga e il pilates sono perfetti per il trattamento del burnout dopo i 50 anni, anche perché, dal punto di vista fisico, sono attività sportive adatte alla tua età. Ovviamente, oltre a del sano movimento, dovrai curare anche lo stile di vita: imposta una routine, alimentati in modo corretto, pratica qualche attività che ti piace e trascorri più tempo possibile all'aria aperta, per favorire la produzione di endorfine.

E poi ci sono le relazioni sociali. Niente come una bella chiacchierata con un amico può contribuire ad allontanare il burnout e a riconciliarti con il mondo, ma se non hai questa possibilità, prova a pensare al volontariato. Aiutare gli altri ti aiuterà a riconnetterti con il tuo Io più autentico e a ritrovare la voglia di vivere con entusiasmo.

E se una delle tue preoccupazioni è di tipo economico, iscriviti ad Over57 e diventa il supereroe di qualcuno che ha bisogno di te. Vedrai, ti sentirai subito meglio.

Articolo pubblicato grazie al supporto di: Point Service – Gimasi – Tertianum Cornaredo


Questo articolo è stato realizzato da Associazione EKUOS, non fa parte del contenuto redazionale.
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