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Drinkbox/Sony
GAMES
04.08.2016 - 10:410

Severed: chili con vendetta

L'estate è il momento migliore per rispolverare le nostre console portatili e magari giocarsi questa piccola perla indie di Drinkbox Studios

 

TORONTO - Ammettetelo che ve la siete dimenticata là, incastrata fra un paio di libri o in fondo a un cassetto, con un dito di polvere sopra. Eppure la Playstation Vita - al di là dell'importanza che poi ha effettivamente avuto (anche grazie a un supporto decisamente pigro da parte di Sony) - è stata (e ancora è) una gran bella macchina da gioco. 

Per riscoprirla, soprattutto con le vacanze augustine davanti che spesso e volentieri ci fanno spostare al mare o in montagna, non c'è niente di meglio di "Severed" di Drinkbox Games, uscito lo scorso 26 aprile ma che sembra pensato per il gioco vacanziero rilassato da "spizzichi e bocconi".

Lasciata per morta, sanguinante e senza un braccio, famiglia massacrata e casa in fiamme. La storia di Sasha, la protagonista del titolo realizzato dagli assi di Toronto che hanno dato vita al folle e strepitoso "Guacamelee", comincia a pochi passi dalla morte. Tempo di ritrovare il devastato pueblo natio, e un demone che fornirà arma e motivazione per la ricerca dei resti dei propri cari, sottratti (chissà perché) dai cattivacci di turno.

L'avventura poi si srotolerà fra combattimenti ed esplorazione. I primi gestiti in punta di dita - ogni gesto sarà un taglio come la famosissima hit da cellulare "Fruit Ninja" - la seconda, invece, in prima persona come i grandi classici del gioco di ruolo per computer tipo "Dungeon Master" e "Eye of the Beholder" (se ve li ricordate siete dei ganzi).

Come il già citato "Guacamelee", parte importante del gioco saranno i potenziamenti in stile "Metroid" che cambieranno radicalmente le abilità di Sasha e permetteranno di accedere a aree fino a poco prima irraggiungibili e che, durante il nostro percorso, avevamo solamente notato. "Severed" in questo senso è anche una caccia all'ultimo segreto tornando spesso e volentieri sui propri passi (e ce ne saranno da cercare).

Nelle circa 10 ore e più di gioco il titolo della casa canadese soddisfa e regala diversi momenti di bel giocare: da una parte il design grafico del titolo con le sue linee nette ma affascinanti, gli ambienti di gioco che "svisano" dal solito fantasy con contaminazione latine precolombiane, la gioia dell'esplorazione un po' misteriosa che a tratti ricorda "Dark Souls" e un po' di filosofia facile facile: siamo sicuri che Sasha non sia più spietata e demoniaca dei suoi avversari?

Forse unico punto un po' più deboluccio del tutto sono le meccaniche di combattimento che, soprattutto dopo sessioni prolungate, rischiano di stancare un filino. In quei casi il consiglio migliore è quello di "staccare", farsi magari una passeggiata nel bosco o un paio di tuffi, per poi ritornare più combattivi che mai.

VOTO: 8

 

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