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FRANCIA
09.06.2020 - 23:340

Dalle mascherine ai test, la Francia finisce sotto inchiesta

Le ipotesi di reato vanno dall'omicidio colposo al rischio procurato per i cittadini

PARIGI - Un'inchiesta su come è stata gestita la crisi dell'epidemia di Covid-19, con ipotesi di reato per le massime autorità della politica e dell'amministrazione di "omicidio colposo", "omissione di soccorso" e "procurato rischio ai cittadini": dopo una quarantina di denunce presentate durante il lockdown, il procuratore di Parigi, Remy Heitz, ha deciso di rompere gli indugi e ha annunciato l'avvio di un'inchiesta preliminare.

A denunciare le autorità francesi sono stati parenti di vittime, organizzazioni professionali o cittadini comuni che hanno riempito le denunce prestampate e diffuse su siti internet.

Dirigenza nel mirino - Nel mirino delle denunce e dell'inchiesta ci sono un po' tutti quelli che hanno gestito in prima persona l'emergenza, a cominciare dall'onnipresente Direttore generale della Sanità, Jerome Salomon, che ogni sera è entrato nelle case dei francesi per quasi 3 mesi con raccomandazioni, cifre e bilanci. A volte contrastanti fra loro, come quando - all'inizio - non veniva considerato indispensabile indossare le mascherine (anche perché la Francia ne aveva pochissime) mentre con il passare dei giorni la consegna è diventata obbligatoria.

Fra i denunciati, anche la Sanità pubblica nel suo complesso, l'amministrazione penitenziaria e il ministero del Lavoro. In tutto, l'indagine preliminare risponde a 13 procedure per altrettante denunce e a una 14/a azione che comprende 33 denunce di privati.

Le case di riposo - Non sono incluse tutte le numerose azioni avviate in merito alla gestione delle case di riposo. La magistratura parigina dovrà occuparsi di temi brucianti delle ultime settimane, come la disponibilità delle mascherine o le misure di protezione adottate nei luoghi di lavoro.

L'impreparazione, la mancanza di capacità di prevenzione del governo attuale sono chiamate in causa nelle varie azioni giudiziarie, con la naturale eccezione del capo dello Stato, che per la legge è irresponsabile penalmente, e dei membri del governo, i quali dovranno eventualmente rispondere alla Corte di giustizia della Repubblica. A quest'ultimo organo sono già pervenute un'ottantina di denunce contro ministri.

«L'inchiesta penale non deve definire responsabilità politiche o amministrative, ma mettere in evidenza eventuali reati penali - ha chiarito il procuratore Heitz - se ci sono colpe di rilevanza penale, saranno molto probabilmente non intenzionali. E la legge fissa condizioni precise per stabilire questi reati: esige la prova della "colpa qualificata" che non è una semplice imprudenza o negligenza».

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