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AttualitàSe nel selfie ci mette il dito pure l'intelligenza artificiale

27.12.22 - 06:30
L'intelligenza artificiale alla conquista del mondo dei selfie con nuove app estremamente popolari. Ma non sempre innocue.
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Se nel selfie ci mette il dito pure l'intelligenza artificiale
L'intelligenza artificiale alla conquista del mondo dei selfie con nuove app estremamente popolari. Ma non sempre innocue.

LUGANO - Reale o virtuale? Vera o modificata? La tecnologia ha cambiato la vita di tutti noi. In particolare quella dei cellulari, sempre più complessi, ben oltre il mero scopo base di chiamare ed essere chiamati. Ecco che proprio attraverso le miriadi di app che li completano, la nostra immagine, e quella di chi ci sta intorno, può essere costantemente modificata.

Sono tante oramai le applicazioni che ci permettono con pochi semplici passaggi di modificare i tratti del nostro volto o del nostro corpo. Quello che una volta era possibile fare con complessi programmi di photoediting, ora è realizzabile attraverso pochi click. Il risultato a volte è shoccante. Visi ringiovaniti o invecchiati, rughe scomparse. Sono le mille sfaccettature di Face App, prima e più famosa applicazione per la modifica del viso.

Il fenomeno Lensa

Tra queste c’è sicuramente l’app del momento, Lensa AI, un’applicazione sviluppata da Prisma Labs capace di correggere le “imperfezioni” dei selfie. Presente sul mercato già dal 2018 sta vivendo un boom forse inatteso grazie alla nuova funzione capace di creare “avatar magici” ovvero ritratti in stile anime, fantasy, sci-fi, cyborg. Secondo le stime preliminari di Sensor Tower, solo lo scorso mese sono stati registrati 1,6 milioni di download, con un aumento del 631% rispetto a ottobre 2022, con ben 4 milioni di utenti che l’hanno scaricata nei primi giorni di dicembre spendendo qualcosa come 8 milioni di euro. Un affare non da poco se si pensa che Lensa AI, gratuita per le sue funzioni base per 7 giorni, ma a pagamento per le impostazioni speciali come i Magic Avatar (un pacchetto da cinquanta foto costa 3.99 dollari), ha introitato qualcosa come 29 milioni di dollari.

Le ombra sulla privacy

Fin qui niente di male, almeno sembra. Eppure di pari passo con il suo successo l’app Lensa AI sta attirando molte critiche, sempre e soprattutto in rete, da parte dei suoi detrattori, tra molti ex utenti. Tra queste la più classica riservata un po’ a tutte le app: una volta installata, anche Lensa AI raccoglierebbe molti più dati rispetto a quelli essenziali per il suo funzionamento e li trasferirebbe in server che si trovano negli Stati Uniti, che è quanto basta perché non risulti conforme alle previsioni in Europa del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati). In secondo luogo potrebbero verificarsi problemi inerenti ai diritti d'autore: l'app potrebbe in un certo senso "rubare" l'immagine e riutilizzarla o reintrodurla in rete. Infine ai creatori di Lensa non importa l'età di chi la utilizza e quindi i minorenni sarebbero più a rischio.

Un'app sessista...

Ma la cosa che sta generando più sgomento in molti utenti è il fatto che Lensa generi tra le varie foto anche delle foto di nudo integrale e questo senza che gli venga chiesto e soprattutto anche solo partendo dalla foto di un viso.

Molte donne hanno notato che anche quando caricano foto normali, l’applicazione non solo genera nudi, ma attribuisce alle loro immagini caratteristiche sessuali cartoonesche, come pose sensuali e seni giganteschi.

... e anche razzista?

Non solo sessualizzazione ma anche discriminazione razziale: molte donne di colore e alcune asiatiche hanno detto che Lensa ha sbiancato la loro pelle e occidentalizzato i loro lineamenti. Ed infine anche body shaming implicito: alcune persone sovrappeso si sono sentite ferite perché l’app in automatico le aveva rese più magre.

La domanda a questo punto è: quanto siamo disposti a perdere la nostra identità nella società dell’apparire?

L'urlo degli artisti: «Quell'app ci sta derubando»

«Il motivo per cui queste immagini sono così veritiere è grazie ai dati non consensuali sottratti tra artisti e pubblico». Il successo e il diffondersi dell’uso di Lensa AI ha fatto nascere parallelamente una campagna “anti” app. A lanciare l’allarme l’illustratrice Karla Ortiz in un’intervista per NBC. Non è un caso che molti artisti, oltre che parlare di violazione del copyright, sono preoccupati che applicazioni come Lensa possano anche minacciare il loro lavoro. I disegnatori digitali, infatti, non potranno mai competere con i prezzi bassi e i rapidi tempi di consegna di un ritratto digitale. «Lensa sta usando le vostre immagini per allenare la propria intelligenza artificiale. Infatti le foto potranno essere usate da Prisma AI, la società dietro Lensa, per far crescere il Neutral Network dell’Ai», scrive l’antropologa Shanti Escalante De Mattei su Art News, evidenziando come in futuro sarà sempre più facile riprodurre volti e corpi altrui, anche senza alcun consenso.

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