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FRANCIACarcere a vita per Salah Abdeslam

29.06.22 - 21:00
L'unico attentatore superstite è stato ritenuto «coautore» delle stragi del 13 novembre a Parigi.
Afp
Carcere a vita per Salah Abdeslam
L'unico attentatore superstite è stato ritenuto «coautore» delle stragi del 13 novembre a Parigi.
Come richiesto dalla procura antiterrorismo, Abdeslam è stato condannato all'ergastolo senza possibilità di ricorso. La cosiddetta «pena di morte sociale».

PARIGI - Il verdetto emesso questa sera da giudici di Parigi ha posto la parola fine al processo più lungo dal dopoguerra – 148 le giornate di udienza – e a una delle pagine più cupe della recente storia europea. Salah Abdeslam – l'unico attentatore sopravvissuto alle stragi che il 13 novembre 2015 insanguinarono la capitale francese provocando la morte di 137 persone (compresi sette terroristi) – è infatti stato ritenuto colpevole ed è stato condannato all'ergastolo senza possibilità di ricorso. Il massimo della pena. Come richiesto dalla procura antiterrorismo. «È il coautore degli attacchi», ha precisato la corte. «È il coautore degli omicidi, dei tentati omicidi e dei rapimenti, il tutto in una banda organizzata». In gergo questa condanna, la più grave esistente in Francia e che era finora stata comminata solo a quattro imputati (ma mai a un terrorista), viene definita «la pena di morte sociale». Salah Abdeslam, infatti, non uscirà mai più dal carcere. Trascorrerà il resto della sua vita dietro le sbarre.

A nulla sono quindi servite le parole del terrorista che durante il processo aveva chiesto scusa alle vittime e ai loro famigliari. «Ho sbagliato, ma non sono un assassino», aveva detto il 32enne franco-marocchino durante la sua ultima dichiarazione di lunedì, rammentando che quella sera del 13 novembre di sette anni fa non azionò la propria cintura esplosiva «per umanità». Un'umanità alla quale i giudici non hanno evidentemente creduto.

Diciannove condanne (su venti) - Oltre a Salah Abdeslam, il presidente del tribunale ha ritenuto colpevoli di omicidio volontario altri diciotto imputati. Tra di loro vi è anche Mohamed Abrini, "l'uomo col cappello" degli attentati di Bruxelles, che avrebbe anche lui dovuto far parte dei commando di Parigi: gli sono stati inflitti 22 anni.

Una serie d'attacchi senza precedenti
La sera delle stragi parigine cominciò con i kamikaze allo Stade de France, dove si stava giocando l'amichevole Francia-Germania, poi con le sventagliate di mitra contro gli avventori seduti ai tavolini di bar e bistrot, quindi l'irruzione del commando suicida armato di cinture esplosive al Bataclan, dove era in scena un concerto rock del gruppo californiano Eagles of Death Metal.

In un attacco senza precedenti, telecomandato dall'Isis, furono uccise 130 persone e 350 rimasero ferite. In tanti riportarono traumi fisici e psichici permanenti. Due dei killer riuscirono a fuggire ma cinque giorni dopo furono rintracciati al termine di una caccia all'uomo casa per casa: il cervello operativo, il jihadista super ricercato Abdelhamid Abaaoud, fu ucciso con un complice in un appartamento di Saint-Denis, nel nord della capitale.

Seguì, nei giorni dopo il tremendo shock, una storica manifestazione internazionale guidata dal presidente François Hollande per le strade di Parigi, lo stato d'emergenza con chiusura delle frontiere e l'inizio della tentacolare inchiesta, che da subito coinvolse la giustizia belga. Diversi, infatti, i movimenti che i terroristi avevano sfruttato sulla rotta fra la Siria, il Belgio e la Francia, con una connessione diretta per fornitura di armi e logistica fra la periferia di Bruxelles e quella di Parigi.

COMMENTI
 
USSColeDG67 1 mese fa su tio
Reintrodurre la ghigliottina!!! …e da noi La Forca da San Martin!!!
emibr 1 mese fa su tio
Perché sprecare il tempo a scrivere idiozie?
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