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CANTONE«Finisce che non sanno più interagire con gli altri»

09.11.23 - 06:30
Il web per loro è una vera e propria droga. Sono in aumento, anche in Ticino, i giovani che hanno una dipendenza da internet.
Deposit (simbolica)
«Finisce che non sanno più interagire con gli altri»
Il web per loro è una vera e propria droga. Sono in aumento, anche in Ticino, i giovani che hanno una dipendenza da internet.
«Sostituiscono la realtà reale con quella virtuale», spiega lo psichiatra Michele Mattia.

MENDRISIO - Costantemente connessi. Tra social, videogiochi, pornografia e gioco patologico. È l’universo degli internet-dipendenti, e la categoria più colpita, anche in Ticino, è quella dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni.

«Il pericolo maggiore di questa dipendenza è che porta chi vi è affetto a una progressiva chiusura dal mondo circostante. Fa emergere un’ansia sociale e relazionale e aumenta il rischio di depressione», spiega a Tio/20minuti Michele Mattia, psichiatra e psicoterapeuta, nonché presidente dell’Associazione della Svizzera italiana per i disturbi ansiosi, depressivi e ossessivo-Compulsivi (ASI-ADOC).

«Se si parla poi di giovani ancora in età dello sviluppo, la dipendenza da internet può impoverire l'evoluzione psicologica e neurocognitiva», continua Mattia. «In questi ragazzi si rileva una minore capacità di elaborazione delle informazioni e una riduzione del senso critico. Ciò può avere delle conseguenze anche sulla formazione educativa della persona, che rischia di raggiungere meno obiettivi rispetto alle sue potenzialità. Il cervello viene infatti condizionato dalla sostituzione progressiva e a volte quasi completa della realtà reale con quella virtuale».

E se la realtà virtuale diventa il centro di tutto, vivere in società si fa insopportabile. «Sul web abbiamo l’illusione di avere una ricompensa immediata. Quello che vogliamo lo cerchiamo e lo otteniamo e, considerato che davanti non abbiamo altro che uno schermo, non c’è un vero confronto. Questo genera delle frustrazioni nella relazione con gli altri, perché non si è più in grado di interagire con le persone».

Ma cosa si cela dietro questo trend? «Siamo in un periodo storico di grande precarietà esistenziale e in cui la tecnologia è onnipresente», sottolinea lo psichiatra. «La pandemia ha avuto il suo impatto facendo emergere una realtà ancora parzialmente sottosoglia. E oggi ci troviamo in una società che da un collettivismo durato secoli e secoli si sta convertendo all'individualismo».

Questo cambiamento non si riflette però solo su chi è web-dipendente. «Oggi nessuno si presenta più a casa di un altro senza prima mandare un messaggio. Si è venuta a perdere la spontaneità relazionale».

C’è poi un’altra dimensione che esercita una grossa influenza sul potenziale sviluppo di questo tipo di dipendenza: la famiglia. «Se i rapporti familiari sono delicati e disfunzionali i giovani tendono a rifugiarsi e a cercare sollievo nella realtà virtuale». Ed è proprio lavorando sulla famiglia che si compie il primo passo per uscire dal tunnel.

«È essenziale che all'interno del nucleo familiare degli adolescenti vi sia una presa di coscienza rispetto all'esistenza della problematica», chiosa Mattia. Uno dei rischi maggiori è infatti quello della banalizzazione del problema, sia da parte del ragazzo stesso che della famiglia. «Finché ci si dice “lo fanno tutti, non sono dipendente” non c'è consapevolezza e non è possibile fare terapia». Inoltre «genitori, fratelli e sorelle dovrebbero condividere dei momenti di disconnessione collettiva». La dipendenza da internet «metaforicamente, è infatti un po’ come quella dall'alcol: chi si disintossica non può andare a cena con persone che gli bevono vino davanti».

 All'origine della dipendenza da internet degli adulti, invece, «c’è spesso un senso di solitudine sociale». Ma «c’è anche chi è ossessionato dall'idea che il partner lo possa tradire: attraverso i social e la geo-localizzazione viene esercitato un ipercontrollo».

Per affrontare e approfondire il tema delle dipendenze da internet l’Associazione della Svizzera italiana per i disturbi ansiosi, depressivi e ossessivo-compulsivi ha organizzato un seminario aperto ai professionisti del settore e a tutti gli interessati. Quest’ultimo si terrà domani, venerdì 10 novembre, dalle 9 alle 17 al teatro sociale dell’OSC di Mendrisio.

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