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LUGANOIl 27esimo Dies academicus dell'USI

06.05.23 - 14:00
L'evento si è svolto oggi nell'Aula Magna del Campus Ovest
Foto TiPress
Il 27esimo Dies academicus dell'USI
L'evento si è svolto oggi nell'Aula Magna del Campus Ovest

LUGANO - Si è svolto questa mattina presso l’Aula Magna del Campus Ovest Lugano il 27º Dies academicus dell’Università della Svizzera italiana (USI). L’evento si è aperto con i saluti della Presidente del Consiglio dell’Università Monica Duca Widmer e della Consigliera di Stato Marina Carobbio Guscetti. Il Prorettore vicario Lorenzo Cantoni ha evidenziato, parallelamente agli ottimi risultati ottenuti sui fronti della formazione e della ricerca, l’importante ruolo culturale svolto dalle università nella conservazione, nell’ampliamento e nella trasmissione del sapere. Dopo la prolusione di Webber Ndoro, Direttore Generale dell’ICCROM, la catena rettorale è stata consegnata alla Rettrice nominata Luisa Lambertini che entrerà in carica il prossimo 1º luglio.Un a 

Un anno ricco di soddisfazioni - L’Università della Svizzera italiana ha vissuto un anno «ricco di soddisfazioni, di dimostrazioni di coesione e attaccamento all’istituzione e di importanti risultati», ha evidenziato la Presidente del Consiglio dell’Università Monica Duca Widmer nel suo discorso di benvenuto. La Presidente si è in particolare soffermata sull’ambizioso progetto della Facoltà di scienze biomediche, i cui lavori sono iniziati nel 2011 e che, con il recente accreditamento del ciclo di studio, a settembre vedrà i primi studenti affrontare l’esame federale di medicina. L’Università della Svizzera italiana, ha concluso la Presidente, «è pronta ad affrontare le sfide future e continuerà a lavorare per consolidare, ottimizzare e rafforzare le proprie strutture accademiche».

La direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti: «L'università? Uno spazio aperto a mondi diversi» - L’università, ha sottolineato nel suo intervento la Consigliera di Stato e direttrice del DECS Marina Carobbio Guscetti, è un luogo «non solo di alta formazione, ma anche spazio aperto dove diversi mondi, diverse esperienze, vivono una costante interconnessione». Tra le sfide che attendono l’USI, far fronte all’esclusione dai programmi di ricerca europei e impegnarsi per una giusta e garantita parità di genere attraverso una maggior presenza femminile nel corpo accademico. «La nomina di una donna, la professoressa Lambertini, quale nuova rettrice è sicuramente un passo importante per promuovere le carriere femminili e per introdurre nuovi modelli di gestione, per garantire inclusione e attenzione alle diversità» ha concluso la Consigliera di Stato.

Università e cultura - Il 27º Dies academicus arriva in conclusione di una fase di rinnovamento per l’USI, con la nomina della rettrice Luisa Lambertini, in carica dal prossimo 1º luglio, e del direttore operativo Marvin Blumer. Un periodo «intenso, complesso, e insieme fecondo» ha sottolineato il Prorettore vicario Lorenzo Cantoni nel suo intervento che, oltre a riassumere i principali risultati ottenuti dall’USI nell’ultimo anno, si è soffermato sul ruolo culturale delle università.

Nuove record di immatricolazioni - Nell’anno accademico 2022-23 l’USI ha segnato un nuovo record di studentesse e studenti immatricolati – 4’190, divisi in 49 programmi –; la ricerca ha mantenuto livelli molto significativi sia quanto ai progetti finanziati, per oltre 26 milioni di franchi, sia quanto alle pubblicazioni; per la cosiddetta terza missione sono da segnalare, oltre ai numerosissimi eventi aperti al pubblico e le attività de L’ideatorio, le attività di trasferimento dell’innovazione, quelle dell’USI Startup Centre e il progetto della Casa della sostenibilità. I principali dati sull’operato dell’USI sono contenuti nel rapporto L’Università in cifre che è stato pubblicato in occasione del Dies academicus.

Il Prorettore vicario Cantoni: «Usi conserva, amplia e trasmette saperi rilevanti per il bene della società» - Operando nelle tre direzioni della formazione, della ricerca e del servizio l’Università della Svizzera italiana svolge un importante ruolo culturale. «Lo fa – ha spiegato il Prorettore vicario Cantoni – secondo la sua natura: conservando, ampliando e trasmettendo saperi rilevanti per il bene della società, della generazione presente e di quelle future», dialogando con la società e le sue varie articolazioni e sforzandosi di comprendere la complessità dei fenomeni storico-culturali.

L’importanza del patrimonio culturale è stata al centro della prolusione di Webber Ndoro, Direttore generale dell’ICCROM (Centro internazionale di studi per la conservazione e il restauro dei beni culturali). L’organizzazione intergovernativa creata dall’UNESCO nel 1956 ha negli anni ampliato la propria attività, coinvolgendo le comunità nella gestione del patrimonio e dando maggior rilievo al ruolo che il patrimonio gioca nella società. «Come ICCROM, riteniamo che il patrimonio culturale sia un aspetto essenziale della ripresa e della resilienza. Le comunità non possono vivere senza il patrimonio culturale» ha affermato il Direttore generale.

La cerimonia si è conclusa con la consegna, da parte del Prorettore vicario Lorenzo Cantoni, della catena d’oro alla rettrice nominata Luisa Lambertini, la cui entrata in carica avverrà il prossimo 1º luglio. «Ricevo questa catena d’oro ben sapendo che non è solo un simbolo che contraddistingue le Rettrici e i Rettori nelle occasioni ufficiali, bensì rappresenta la responsabilità che sto assumendo verso le studentesse e gli studenti che ci scelgono per i loro studi e le loro famiglie, verso i colleghi accademici, i ricercatori e i collaboratori che lavorano per l’ateneo e verso il territorio che ci sostiene» ha dichiarato la Rettrice nominata nel suo intervento. «Vi invito fin da ora a collaborare con me per far progredire insieme i grandi progetti che possono avere un reale impatto sul territorio, e oltre» ha concluso Luisa Lambertini.

Le onorificenze - Come da tradizione, il Dies academicus è stata l’occasione per conferire le onorificenze dell’Università della Svizzera italiana. Alberto Campo Baeza, professore emerito all’Università politecnica di Madrid, ha ricevuto il Dottorato honoris causa in Architettura “per il contributo al successo dell’architettura iberica nel mondo, realizzando opere con grande consapevolezza storica unita a una costante ricerca sul rapporto fra paesaggio, luce, spazio, gravità e tempo”.

Barbara Czarniawska, professoressa emerita alla University of Gothenburg, ha ricevuto il Dottorato honoris causa in Scienze della comunicazione per il suo ruolo di “precorritrice dei metodi etnografici e dell’eclettismo dei metodi qualitativi applicati a management e organizzazioni, di cui ha offerto una lettura alternativa in chiave comunicativa, narrativa e relazionale, sensibile ai contesti e attenta alle interconnessioni fra organizzazioni e società”. Il Credit Suisse Award for Best Teaching è stato consegnato a Luca Gabutti, Professore ordinario presso la Facoltà di scienze biomediche, “per la qualità dell’insegnamento”.

Piero Martinoli, Presidente dell’Università della Svizzera italiana dal 2006 al 2016, è stato nominato Presidente onorario “per il fondamentale contributo dato allo sviluppo e all’affermazione dell’USI in ambito nazionale e internazionale nel suo secondo decennio, in particolare per la sua opera in favore del rafforzamento della ricerca scientifica, della realizzazione di un polo dedicato alle Scienze computazionali e della creazione della Facoltà di scienze biomediche”.

Giatgen Spinas, professore emerito dell’Università di Zurigo, è stato nominato Membro onorario dell’Università della Svizzera italiana “per il decisivo e generoso sostegno alla nascita e allo sviluppo della Facoltà di scienze biomediche”.

Durante il 27º Dies academicus sono inoltre state conferite per la prima volta due Medaglie dell’Università della Svizzera italiana, un riconoscimento per le persone che hanno contributo allo sviluppo dell’Università della Svizzera italiana. Le due Medaglie dell’USI sono state consegnate al dottor Franco Cavalli e al dottor Giorgio Noseda.

Il patrimonio culturale ticinese - Nell’Aula magna sono state esposte alcune testimonianze rappresentative dei patrimoni materiali e immateriali ticinesi grazie alla collaborazione con il Museo dei fossili del Monte San Giorgio, il Museo d’arte di Mendrisio, la Fondazione Processioni storiche di Mendrisio e il Centro di dialettologia e di etnografia a Bellinzona. Inoltre, in occasione dei dieci anni della Cattedra UNESCO all’USI, nella corte del Campus Est Lugano e nel Foyer dell’Aula Magna del Campus Ovest è esposta una mostra sui siti svizzeri inseriti nella Lista del Patrimonio mondiale dell’UNESCO a cura di World Heritage Experience Switzerland (WHES).

La cerimonia è stata accompagnata da intermezzi musicali a cura della Green Onions Band.

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COMMENTI
 

Gus 1 anno fa su tio
Gli universitari ticinesi non escono più dal Cantone. Un danno enorme. Un impoverimento socio-culturale
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