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SVIZZERA/INDIAFirmato l'accordo di libero scambio con l'India

10.03.24 - 08:27
Una pietra miliare nella storia della politica commerciale svizzera.
Keystone Sda
Fonte Defr/Ats
Firmato l'accordo di libero scambio con l'India
Una pietra miliare nella storia della politica commerciale svizzera.

BERNA/NUOVA DEHLI - Il consigliere federale Guy Parmelin e i suoi omologhi di Islanda, Liechtenstein e Norvegia hanno firmato oggi a Nuova Delhi un accordo tra i Paesi dell'Associazione europea di libero scambio (AELS) con il ministro del commercio indiano Piyush Goyal. Lo ha comunicato il Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (Defr). Una firma che arriva dopo 16 anni di negoziati e che rappresenta una pietra miliare nella storia della politica commerciale svizzera, la Svizzera e gli altri Stati dell'AELS sono infatti il primo partner europeo che è riuscito a concludere un accordo di questo tipo con l'India.

Abolita la maggior parte dei dazi sui prodotti industriali - In cosa consiste? L'accordo di libero scambio con l'India si applicherà a numerosi settori. Contiene innanzitutto disposizioni sul commercio di beni industriali e di prodotti agricoli trasformati e non trasformati. Inoltre, disciplina gli ostacoli tecnici al commercio, le misure sanitarie e fitosanitarie, le regole d'origine, le agevolazioni commerciali, il commercio di servizi, la promozione degli investimenti, la protezione della proprietà intellettuale, la concorrenza, gli appalti pubblici (clausola evolutiva), la composizione delle controversie nonché il rapporto tra commercio e sviluppo sostenibile.

Rimozione dei dazi - Grazie all'accordo di libero scambio, l'India - il Paese più popoloso del mondo con una classe media in continua espansione e ad alto potenziale di crescita - rimuoverà o liberalizzerà parzialmente, da subito o dopo un periodo transitorio, il 95,3% delle importazioni di prodotti industriali dalla Svizzera (oro escluso).
È stato poi concordato un termine massimo di 10 anni per l'accesso senza dazi di alcuni prodotti agricoli elvetici al mercato indiano, misura che rafforzerà la competitività delle esportazioni svizzere in India. Le concessioni fatte dal nostro Paese per i prodotti agricoli si basano sui precedenti accordi di libero scambio e sono conformi alla politica agricola nazionale.

Protezione dello Swiss Made - Anche il settore della proprietà intellettuale trae dei vantaggi dalla nuova intesa. In particolare per quanto riguarda la certezza del diritto, le procedure relative ai brevetti e la protezione della cosiddetta swissness. L'accesso ai medicamenti in India non viene in alcun modo limitato.

Oltre a permettere agli operatori economici svizzeri di accedere a un mercato molto vasto, l'accordo di libero scambio migliora le condizioni quadro, la certezza del diritto e la capacità di pianificazione.

Promozione della sostenibilità e degli investimenti - Tra i diversi temi inseriti nell'accordo rientrano lo sviluppo sostenibile e la sostenibilità nel contesto commerciale. C'è poi un capitolo riguardante la promozione degli investimenti in India, da parte delle aziende dei Paesi dell'AELS, introdotto per andare incontro al forte interesse nei confronti degli investimenti dalla Svizzera e da altri Paesi dell'AELS, che l'India punta ad attrarre.

Ratifica da parte del Parlamento - Il processo di approvazione parlamentare verrà avviato subito, cosicché la Svizzera potrà ratificare l'accordo entro il 2025.

«Un'opportunità»
Le associazioni economiche elvetiche accolgono favorevolmente la firma dell'accordo di libero scambio tra i paesi dell'AELS e l'India. L'intesa offre opportunità per l'industria di esportazione svizzera. Bisognerà però ancora esaminarne i dettagli

Economiesuisse definisce la firma una «pietra miliare» per la Svizzera. Con l'accordo i paesi dell'Associazione europea di libero scambio - che comprende oltre alla Confederazione anche Islanda, Liechtenstein e Norvegia - e l'India danno un segnale chiaro contro l'isolamento e il protezionismo, afferma la Federazione delle imprese su X.

Un po' più cauta la reazione di Scienceindustries, che rappresenta i rami della chimica, della farmaceutica e delle scienze della vita: «se concepito correttamente, un accordo di libero scambio con l'India può essere un passo importante per la piazza economica svizzera per sfruttare meglio il mercato indiano», afferma il direttore dell'associazione Stephan Mumenthaler in una nota.

Quale maggiore industria esportatrice, quella chimico-farmaceutica dipende particolarmente fortemente da un accesso globale ai mercanti rilevanti di acquisto e di vendita. Per una valutazione conclusiva Scienceindustries attende però di avere sotto mano il testo definitivo. Per l'associazione l'importante è che il pacchetto complessivo sia giusto.

Da parte sua Swissmem, l'associazione dell'industria metalmeccanica ed elettrica, parla di «uno spiraglio di luce in una fase difficile per le aziende esportatrici». Ora cadranno dazi fino al 22%.

L'accordo migliora sensibilmente la competitività dell'industria "Tech" elvetica in questo importante mercato in crescita, soprattutto rispetto ai concorrenti della Cina, del Regno Unito, dell'Unione europea e degli Stati Uniti, che non hanno ancora concluso un'intesa del genere, sottolinea Swissmem.

L'India rappresenta un mercato di vendita rilevante per il settore: negli ultimi tre anni nessun grande mercato ha presentato una dinamica di crescita paragonabile. Il volume delle esportazioni è salito del 60% tra il 2020 e il 2023, da 636 milioni a oltre un miliardo di franchi.

Interrogata dall'agenzia Keystone-ATS, l'Unione svizzera dei contadini (USC) ha indicato che «secondo le informazioni finora a disposizione i prodotti agricoli elvetici non sembrano essere interessati negativamente dall'accordo». L'associazione esaminerà i dettagli e le concessioni concrete non appena saranno pubblicate, ha aggiunto un portavoce dell'USC.

Mentre la presidente della Confederazione Viola Amherd ha spiegato su X che grazie all'accordo sussistono maggiori opportunità per le imprese svizzere, vengono stimolati nuovi investimenti e promossi impieghi di alta qualità.

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