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SVIZZERAPiù risorse e nuove tecnologie per sviluppare il traffico merci su rotaia e via nave

10.01.24 - 14:35
Previsto un contributo d'investimento una tantum di 180 milioni di franchi per le ferrovie.
Ti-Press
Fonte Ats
Più risorse e nuove tecnologie per sviluppare il traffico merci su rotaia e via nave
Previsto un contributo d'investimento una tantum di 180 milioni di franchi per le ferrovie.

BERNA - Rendere più efficiente - anche col sostegno finanziario della Confederazione - il traffico merci su rotaia e via nave affinché treni e battelli possano garantire un maggiore contributo alla sicurezza dell'approvvigionamento sull'intero territorio nazionale. E puntare sullo sviluppo delle nuove tecnologie.

È quanto si propone il Consiglio federale che ha adottato oggi il messaggio riguardante la revisione totale della Legge sul trasporto di merci (LTM). A tal fine, un anno fa aveva avviato una consultazione su due varianti. La maggioranza dei partiti, associazioni e Cantoni si è espressa a favore della variante che prevede lo sviluppo delle condizioni quadro e il sostegno finanziario da parte della Confederazione per il traffico merci su rotaia e con battelli. Su tale base, il Consiglio federale ha ora adottato il messaggio corrispondente all'attenzione del Parlamento. Responsabile del progetto è il consigliere federale Albert Rösti, capo del Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni.

AdminConferenza stampa

Traffico merci ferroviario - È uno dei «cardini dell'economia nazionale - si legge in un comunicato diramato oggi dall'Ufficio federale dei trasporti (UFT) - poiché circa il 40% di tutte le merci viene trasportato su rotaia. Tuttavia, è necessario adeguare tale sistema di spostamento all'era moderna avvalendosi della digitalizzazione e impiegando nuove tecnologie».

Nuove tecnologie - Una di queste è l'accoppiamento automatico digitale (DAC), una componente innovativa per agganciare e sganciare automaticamente materiale rotabile in un treno merci digitalmente (alimentazione elettrica e collegamento dati), che consente di rendere il traffico merci su rotaia più efficiente. La conversione dei carri e delle locomotive al DAC è prevista in tutta Europa entro il 2033 circa. Poiché numerosi treni merci circolano a livello transfrontaliero, è indispensabile procedere in modo coordinato con i Paesi limitrofi e con l'Unione europea. Stando all'UFT, in Svizzera dovranno essere quindi equipaggiati con il DAC circa 15 000 carri e 520 locomotive.

Sostegno economico - Il governo propone di sostenere l'adeguamento con un contributo d'investimento una tantum di 180 milioni di franchi.

Navigazione sul Reno - Il Consiglio federale punta poi a rafforzare la navigazione sul Reno con diverse misure e creare le basi legali per promuovere sistemi di propulsione senza carburanti fossili per i battelli impiegati nel traffico merci. «Lo scopo - precisa l'UFT - è che navigazione e ferrovia in futuro possano contribuire ancora di più alla sicurezza dell'approvvigionamento in tutte le regioni».

I porti renani ricoprono un ruolo importante per le importazioni e le esportazioni, soprattutto tra la Svizzera e i Paesi d'oltremare. Nel 2018, la Svizzera e gli altri quattro Stati membri della Commissione centrale per la navigazione del Reno hanno stabilito che le emissioni della navigazione interna dovranno essere per lo più azzerate entro il 2050. In tale contesto, l'esecutivo si propone di istituire le basi per la promozione finanziaria dell'infrastruttura portuale per il trasporto di merci sul Reno

Altri interventi - Sarà ulteriormente potenziata l'interazione tra ferrovia, idrovia e strada nella logistica a favore anche del trasferimento del traffico merci dalla strada agli altri due vettori.

Nessun aggravio nel bilancio - Il Consiglio federale intende compensare totalmente le uscite supplementari, affinché il bilancio generale della Confederazione non sia ulteriormente gravato. A tal fine «sarà impiegata una parte degli introiti dalla tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni, che in caso contrario confluirebbe nel Fondo per l'infrastruttura ferroviaria», si legge nella nota.

I commenti - «Il traffico merci ferroviario riveste grande importanza per l'economia nazionale - ha spiegato in conferenza stampa il capo del Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC), Albert Rösti, poiché "circa il 40% di tutte le merci viene trasportato su rotaia. Negli ultimi anni le prestazioni di trasporto del traffico merci svizzero su strada e su rotaia si sono attestate tra 28 e 30 miliardi di tonnellate-chilometro», ha precisato Rösti. «Ma si può fare di più - ha aggiunto - È necessario adeguare questo sistema di spostamento all'era moderna avvalendosi della digitalizzazione e impiegando nuove tecnologie». Un ulteriore obiettivo è poi l'ammodernamento del trasporto «in carri completi isolati (TCCI)», ha proseguito. Un trasporto - oggi gestito da FFS Cargo - che adempie funzioni importanti nella logistica e contribuisce in maniera sostanziale alla garanzia dell'approvvigionamento del Paese in beni.

«Nella sua forma attuale, però, non ha futuro sul mercato - spiega - Per tale motivo il Consiglio federale prevede di incentivarlo finanziariamente per un periodo limitato di otto anni, affinché a medio termine possa acquisire autonomia finanziaria. Per i primi quattro anni il governo chiede 260 milioni di franchi. A tempo indeterminato sono invece previsti contributi di trasbordo e di carico e un'indennità per i costi non coperti dell'offerta di trasporto merci ordinata, per un totale di 60 milioni di franchi l'anno».

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