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SVIZZERAIn 230'000 senza prestazioni complementari... pur avendone diritto

03.04.23 - 10:41
C'è chi non vuole “pesare” sulla collettività o dipendere da altri, ma c'è anche una mancata conoscenza
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Fonte ats
In 230'000 senza prestazioni complementari... pur avendone diritto
C'è chi non vuole “pesare” sulla collettività o dipendere da altri, ma c'è anche una mancata conoscenza

ZURIGO - Circa 230'000 anziani in condizioni precarie non ricevono prestazioni complementari (PC) anche se ne avrebbero diritto. Lo dice uno studio della Scuola universitaria professionale di scienze applicate di Zurigo (ZHAW), commissionato da Pro Senectute.

Il mancato ricorso alle prestazioni complementari rimane una sfida, scrive oggi Pro Senectute in una nota.

Nell'ambito delle oltre 55'000 consulenze che l'organizzazione effettua ogni anno in tutta la Svizzera «constatiamo spesso che, malgrado le condizioni per ottenere le PC sussistano da tempo, la domanda non è mai stata presentata», afferma il direttore di Pro Senectute Svizzera, Alain Huber, citato nella nota.

Per la prima volta, uno studio ha ora calcolato che il 15,7% dei potenziali beneficiari, ossia circa 230'000 persone di età superiore ai 65 anni che vivono a casa, non ricevono le prestazioni complementari, pur avendone diritto.

Mancata conoscenza, paura e vergogna
Tra i motivi di questo fenomeno, lo studio cita in primo luogo la mancata conoscenza, ossia la carenza di informazioni su queste prestazioni dell'AVS.

Un'altra ragione può essere la decisione consapevole di rinunciare a chiederle per l'onere che comporta tale procedura o perché non si è in grado di adempiere a tutte le formalità richieste.

Ci sono poi persone che non vogliono "pesare" sulla collettività o dipendere da "denaro di altri". O infine persone che hanno vergogna di essere additate come beneficiarie delle PC o, nel caso di pensionati che non hanno la nazionalità svizzera, temono di perdere il diritto di soggiorno.

Cresce il bisogno di prestazioni complementari
Ad essere toccate sono in particolare le donne, le vedove, i cittadini stranieri e le persone senza istruzione secondaria o terziaria. La maggior parte di loro vive inoltre in comuni rurali. Pro Senectute parte dal presupposto che il bisogno di prestazioni integrative continuerà ad aumentare a causa dell'invecchiamento della società e dell'attuale aumento del costo della vita.

Lo studio si basa su un sondaggio rappresentativo, effettuato fra giugno e agosto 2022, su un campione di 3'300 persone di età superiore ai 65 anni che vivono a casa propria, nelle tre regioni linguistiche.

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COMMENTI
 

Eventhorizon 1 anno fa su tio
Gli eredi sono obbligati a rimborsare le prestazioni complementari erogate, mentre la feccia di mezzo mondo si fà allegramente mantenere dallo stato a fondo perduto..... Complimenti davvero.

Andy 82 1 anno fa su tio
Risposta a Eventhorizon
Parole sante

Emib5 1 anno fa su tio
Si rimane perplessi nel leggere l'articolo e poi i commenti, sembra che ci sia gente che commenta senza nemeno aver letto il titolo. Non è che non ci siano gli aiuti, è che molti, 230000 dice l'articolo, non li chiedono per tutta una serie di loro motivi.

Andy 82 1 anno fa su tio
andiamo avanti ad aiutare ucraini africani ecc ecc. complimenti cari politici

M70 1 anno fa su tio
la CH da tutto ?!?! da tutto ma non agli CH anzi ..

Trin 1 anno fa su tio
Trovo molto strano che lo studio non cita le modifiche legilstive intervenute dal 01.012021, nell'ambito delle prestazioni complementari, quale motivo per la loro rinuncia da parte degli anziani. Mi riferisco in particolare all'obbligo di restituzione da parte degli eredi delle prestazioni ricevute dall'anziano avente diritto nel caso che, al momento del trapasso, quest'ultimo disponesse di una sostanza superiore a CHF 40 mila. La fattispecie tocca in particolare tutti quegli anziani che posiedono una casetta o un appartamento. Nel caso il diritto alla PC viene calcolato sulla base del valore di stima dell'immobile (mentre per l'obbligo di rimborso viene considerato il valore commerciale che è ben diverso). Un articolo della Regione del 22.07.2022 che titolava "Papà muore e il figlio deve pagare lo stato" indicava che nel 2022 erano stati 44 i familiari di ex-beneficiari di PC chiamati alla cassa per un importo complessivo di CHF 338 mila, mentre nel 2021 sono stati 49 per un totale di 183 mila franchi. Cifre ancora relativamente modeste perché la modifica è intervenuta solo da un paio d'anni. Fra qualche anno gli importi da restituire saranno di ben altra entità per gli eredi meno accorti. La PC ormai è da equiparare quasi all'assistenza. L'unica consolazione è che lo IAS, come affermato da un'ospite di una nota trasmissione nostrana del venerdi sera, è comunque comprensivo è lascia fino a 1 anno di tempo per vendere l'immobile ereditato agli eredi che non dispongono della liquidità sufficiente per restiture le prestazioni ricevute dal familiare (cifre come detto che lieviteranno a decine di migliaia di franchi con gli interessi nei prossimi anni). Quindi altro che non pesare sulla collettività, diciamo piuttosto che si tratta di lasciare ancora la casa/appartamento ai figli (per l'anziano che la possiede) facendosi a questo punto mantenere direttamente da quest'ultimi.

Kirilu 1 anno fa su tio
Risposta a Trin
Al giorno d'oggi se non si hanno ingenti somme a risparmio, possedere casa propria in età avanzata diventa una palla al piede per gli anziani ed una bomba ad orologeria per quegli eredi che con fatica sbarcano il lunario. Che tristezza!
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