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#NOISIAMOILFUTURO«Mantenere inalterato quello che già abbiamo il più a lungo possibile»

12.04.24 - 11:00
L’edilizia genera una quantità estremamente elevata di emissioni.
Martin Zeller
Le imprese come Zirkular sono composte da cacciatori di parti per l’edilizia che scovano vecchi pezzi da riutilizzare.
Le imprese come Zirkular sono composte da cacciatori di parti per l’edilizia che scovano vecchi pezzi da riutilizzare.
«Mantenere inalterato quello che già abbiamo il più a lungo possibile»
L’edilizia genera una quantità estremamente elevata di emissioni.
Le imprese come Zirkular si occupano quindi di promuovere il riutilizzo e il riciclaggio delle componenti per l’edilizia. Tuttavia, Pascal Hentschel ritiene che spesso demoliamo laddove invece sarebbe possibile riconvertire, ristrutturare o ampliare.

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Questi sondaggi non hanno, ovviamente, un valore statistico. Si tratta di rilevazioni aperte a tutti, non basate su un campione elaborato scientificamente. Hanno quindi l'unico scopo di permettere ai lettori di esprimere la propria opinione sui temi di attualità.

In breve

    • La produzione di fabbricati per l’edilizia genera circa il 10 per cento delle emissioni totali di gas serra.
    • Ecco perché la sostenibilità è un tema centrale anche nel settore edile.
    • Le imprese come Zirkular mirano a promuovere il riutilizzo e il riciclaggio delle parti da costruzione.
    • A questo scopo impiegano i cosiddetti cacciatori di parti per l’edilizia.
    • Il riutilizzo da solo non risolve però il problema delle emissioni del settore edilizio, spiega Pascal Hentschel di Zirkular.

Intervista: Adrian Schräder

Cos’è Zirkular?
Pascal Hentschel: Siamo un’impresa di ristrutturazione pionieristica nel settore dell’economia circolare. Il nostro team offre accompagnamento e consulenza per progetti a Zurigo e Basilea, promuove la ricerca e la formazione e sostiene un network di specialisti in edilizia sostenibile.

Come funziona il tutto?
Siamo un’impresa che offre servizi di pianificazione e consulenza nell’ottica di un’economia circolare ma che punta al contempo a ottenere un profitto. Reinvestiamo tuttavia direttamente il nostro profitto nello sviluppo di nuovi modelli e misure circolari.

Cos’è un cacciatore di parti per l’edilizia?
Un cacciatore di parti per l’edilizia cerca e comunica la posizione di parti per le costruzioni che normalmente vengono distrutte o smaltite con lo scopo di riutilizzarle in nuovi progetti. Per prima cosa viene stabilito un catalogo di richieste per le parti da cercare, come ad esempio una trave d’acciaio. Il cacciatore cerca quindi tra le demolizioni e le fonti nel nostro inventario. Se trovano la trave richiesta, questa viene trasmessa al progetto.

A quanto ammonta la percentuale di materiale riciclabile?
Per prima cosa occorre sottolineare che la ristrutturazione e il mantenimento di un edificio è sempre più sostenibile della demolizione e del conseguente riutilizzo delle parti. La prima misura in un’economia circolare deve essere cercare di mantenere inalterato quello che già abbiamo il più a lungo possibile. Se non è possibile, allora si procede con le fasi successive. Distinguiamo fondamentalmente tra riutilizzo e riciclaggio. Per riutilizzo intendiamo lo smontaggio attento e conservativo di un’intera parte nel quadro di una ristrutturazione o demolizione con lo scopo di utilizzarla nuovamente. Ciò significa che un elemento in cemento viene smantellato e riutilizzato nella stessa funzione in un nuovo progetto.

E il riciclaggio?
Il riciclaggio prevede che la parte sia distrutta e utilizzata per produrre nuovi materiali da costruzione. Ciò significa che un elemento in cemento viene frantumato e utilizzato per produrre cemento riciclato. Il riciclaggio offre una riduzione delle emissioni molto minore rispetto al riutilizzo diretto. Noi miriamo quindi sempre al riutilizzo. La percentuale che può essere riutilizzata è tuttavia fortemente dipendente dall’anno di costruzione, dal tipo di edificio e dal materiale. In un edificio industriale di qualità costruito in acciaio, la percentuale di materiale riutilizzabile ammonta nei casi migliori anche al 40 per cento. In un appartamento degli anni ‘70, nel migliore dei casi arriviamo al 5 per cento. Il riutilizzo non risolve quindi da solo i problemi delle emissioni del settore edilizio ma attenua lo spreco di risorse attuale.

Tutti parlano dell’emergenza alloggi, tutti parlano del settore edilizio. E proprio Zurigo è l’epicentro perché manca spazio per costruire alloggi. La sostenibilità è ancora centrale? Si parla ancora di edilizia circolare?
Come società siamo di fronte ad un conflitto di interessi. Nei centri urbani c’è una cronica mancanza di alloggi che non è possibile risolvere solo con gli edifici esistenti. Al contempo sappiamo bene che il settore edilizio e la produzione di nuovo materiale da costruzione sono responsabili di circa il 10 per cento delle emissioni totali di gas serra. È una situazione che coinvolge tutti. Da una parte dobbiamo imparare a trasformare gli edifici esistenti in appartamenti adatti. Dall’altra dobbiamo costruire nuovi edifici in modo che siano flessibili nel loro utilizzo e a emissioni ridotte grazie all’ampio ventaglio di possibilità disponibili che vanno dall’economia circolare ai materiali a basse emissioni come il legno o l’argilla.

La sostenibilità è arrivata dappertutto. Quanto è effettivamente attuata nel settore edilizio?
C’è stata sicuramente una svolta. Nessun architetto famoso e nessun grande investitore al giorno d’oggi può permettersi di pianificare e realizzare i suoi progetti senza un occhio di riguardo per la sostenibilità. Poi ci sono i pionieri che procedono in modo coraggioso e intelligente e danno il proprio contributo alla risoluzione delle sfide moderne. Questo permette ad altri di seguire il loro esempio. È una svolta molto recente per il settore edilizio ma siamo ottimisti: con il giusto impegno riusciremo a raggiungere gli obiettivi stabiliti per quanto riguarda la riduzione delle emissioni.

In Svizzera siamo arrivati al punto in cui gli investitori insistono sull’economia circolare?
Collaboriamo con una grande quantità di investitori. Lo stretto legame tra l’economia circolare e i label richiesti fa sì che gli investitori non possano ormai più pensare di non attuare misure per la sostenibilità nei loro progetti. In estate dello scorso anno, dodici delle più grandi imprese edili pubbliche e private in Svizzera si sono impegnate per l’economia circolare firmando la Carta per l’edilizia circolare. Nei prossimi anni vedremo se le intenzioni saranno rispettate e quanto verrà effettivamente attuato.


Ulteriori informazioni su zirkular.net.

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