ti.mammePerché i bambini rifiutano i biscotti rotti?

05.12.22 - 08:00
Lo stress accumulato dai piccoli può causare reazioni che appaiono assurde agli occhi degli adulti
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Perché i bambini rifiutano i biscotti rotti?
Lo stress accumulato dai piccoli può causare reazioni che appaiono assurde agli occhi degli adulti

Stesso colore, stesso sapore e magari anche stessa marca: i biscotti possono uscire dalla stessa confezione, ma se sono rotti non saranno mangiati dai bambini. Nella loro testolina, infatti, un biscotto ha una forma ben definita, integra e completa ed un angolino mancante o, peggio, un’intera metà, non lo rendono appetibile al pari di uno intero. È una fissazione, un capriccio o l’avvisaglia di un problema? Niente di tutto questo, si tratta semplicemente della logica infantile che risponde alle situazioni cogliendo l’occasione per dare sfogo ad emozioni precedentemente accumulate ed inespresse. Il biscotto rappresenta l’elemento che scatena l’insoddisfazione del bambino che all’ennesimo affronto della vita che gli propone un biscotto rotto, reagisce con un secco rifiuto. Il biscotto è solo la scintilla che innesca l’esplosione – più o meno roboante – ovvero l’ennesimo disagio che richiede un’esternazione. In pratica il biscotto rotto rappresenta il pretesto usato dal piccoletto per lamentare uno stress accumulato per motivi anche futili agli occhi degli adulti, ma per il bambino importanti.

Rifiutare quel biscotto spezzato rientra tra le reazioni incomprensibili agli occhi di mamma e papà che non ritengono possa esserci qualcosa di più serio dietro di esse. I pargoli, infatti, spesso non riescono ad esprimere il disappunto per avvenimenti che li lasciano contrariati o turbati e che, sul momento, non riescono a manifestare. Il comportamento da assumere, quindi, è quello che asseconda lo slancio liberatorio del piccolo di casa permettendogli di sfogare tutto lo stress accumulato così da liberarsi da quel peso. Accogliere queste esternazioni diventa importante e manifesta comprensione inducendo così il bambino a sentirsi capito e non giudicato. Questa lettura del rifiuto di un biscotto rotto rappresenta, probabilmente, il caso estremo più difficile da accettare considerato il malessere che porta con sé.

E ci sta che sia meno frequente dell’espressione di non gradimento del biscotto spezzato che non risponde all’idea di perfetto biscotto intero. Comprese le motivazioni che inducono al rifiuto, però, è bene reagire per migliorare la situazione. È inutile forzare o insistere per evitare di creare situazioni di contrasto con il piccolo, meglio rispondere al suo pensiero negativo con uno positivo in quello che è il meccanismo del pensiero magico che permette di trasformare la realtà rendendola a misura di infanti. Il pensiero magico è quello strumento immaginario che aiuta i piccoli a definire le situazioni in modo diverso usando le foglie per preparare dei piatti, per esempio, o curare un dolore con un bacio. Se il biscotto rotto viene rifiutatosi potrà dire al bambino che è l’ultimo della scatola e sarà lasciato a disposizione così se arriva un topolino che lo gradisce potrà mangiarlo. È il suggerimento al piccolo di casa di giocare a fare il topolino e mangiare quel biscotto. Un cambiamento divertente che può risolvere la circostanza.

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