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TI.MAMMEDimmi dove vai e ti dirò cosa mangiare

22.08.22 - 07:00
Come affrontare le novità culinarie con i viaggiatori più piccoli
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Dimmi dove vai e ti dirò cosa mangiare
Come affrontare le novità culinarie con i viaggiatori più piccoli

I genitori con lo zaino sempre pronto sono quelli amanti dei viaggi e delle mete lontane che, dopo la nascita dei propri pargoli, desiderano continuare le proprie esplorazioni in compagnia della progenie. Tutto giusto, bello ed affascinante, ma se con la giusta organizzazione si superano le eventuali difficoltà pratiche legate ai viaggi, rimane il dubbio riguardante l’alimentazione dei figli all’estero. Premesso che in qualsiasi parte del mondo è possibile trovare del cibo gradito anche al palato dei bambini, ci si può preparare a gestire i piccoli gourmand senza difficoltà. Bisogna ricordare, inoltre, che anche i pargoli possono riservare comportamenti sorprendenti e rivelarsi più inclini a sperimentare – ed apprezzare – le novità gastronomiche di quanto si immagini. Niente paura, quindi, ma per maggior sicurezza meglio fare «i compiti a casa», perché l’avventura va bene, ma è preferibile non rischiare troppo esponendo il pancino dei piccoli a scombussolamenti che potrebbero avere fastidiose conseguenze. 

L’esempio di mamma e papà, anche in questo caso, è fondamentale ed è il primo passo per avviare la sperimentazione, perché incuriosisce i bambini e li invoglia ad imitare i genitori. Mangiare etnico regolarmente, prima di intraprendere qualsiasi viaggio, è un altro metodo efficace per avvicinare i piccoli a sapori diversi da quelli della cucina tradizionale. Senza trascurare che è un’ottima alternativa per risparmiare la preparazione della cena qualche sera! E poi ci sono i criteri adottati regolarmente per introdurre alimenti nuovi nell’alimentazione quotidiana dei pargoli. La presentazione del piatto gioca un ruolo importante e, grazie a forme e colori vivaci, può favorire l’assaggio e la consumazione. Ovviamente l’introduzione di un nuovo cibo deve avvenire in un clima sereno: non è un banco di prova. Via libera alla nonchalance, quindi, mentre si propone una portata diversa proponendo al piccolo di assaggiarla. Nessuna costrizione in caso di rifiuto, ovviamente, e nemmeno alternative: il piccolo aspetterà la portata successiva. L’alimento rifiutato potrà essere riproposto un altro giorno, magari presentato in maniera diversa, sempre senza forzature. 

Il coinvolgimento dei bambini nella scelta del menù può essere per loro stimolante. Leggere insieme la composizione di un nuovo piatto, infatti, può stimolare la loro curiosità, offrire sicurezza riconoscendo ingredienti già gustati ed invogliarli all’assaggio. Da non sottovalutare il potere del rinforzo positivo che potrà essere educativamente corretto o simpaticamente utile. Nel primo caso si potranno sfruttare i valori nutrizionali del nuovo alimento enfatizzando la loro utilità nello sport praticato dal bambino, per esempio. La seconda opzione, invece, prevede l’aggiunta di ulteriori stimoli alla curiosità dell’infante. In un barattolo di vetro si potrà aggiungere una biglia o un dado per ogni nuova pietanza gustata ed al riempimento del contenitore si potrà premiare l’impegno con un’attività familiare gradita al piccolo di casa. Se tutto risulta inefficace contro la voglia di sperimentare a tavola del vostro pargolo, non desistete dal provare e, soprattutto, dal viaggiare: in ogni angolo di mondo ci sarà sempre del riso in bianco o una coscetta di pollo con cui sfamare il nanetto tradizionalista!

TMT (ti.mamme team)

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