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MICHELE SUSSIGANObbiettivo RDP: tirare la corda almeno fino alle elezioni del CDA della cassa Pensione previste in maggio 2024

26.02.24 - 17:53
Michele Sussigan, Impiegato dello Stato FSFP-SIT
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Obbiettivo RDP: tirare la corda almeno fino alle elezioni del CDA della cassa Pensione previste in maggio 2024
Michele Sussigan, Impiegato dello Stato FSFP-SIT

Da impiegato dello Stato da oltre 40 anni, ho subito tutti i tagli salariali, mancati carovita, contributi di solidarietà che si sono succeduti negli anni, ma da impiegato dello Stato ho sempre ricevuto un salario che mi ha permesso di vivere dignitosamente.

Da rappresentante del personale, come presidente della Federazione Svizzera Funzionari di Polizia, per oltre un ventennio mi sono sempre battuto per il miglioramento delle condizioni di lavoro, per sostenere tanti collaboratori e non da ultimo per partecipare a tavoli tecnici e trattative per trovare soluzioni concrete. Ma più in generale per contribuire alla pace del lavoro.

Ora i venti di sciopero, poco conosciuti alle nostre latitudini, ma più vicini alle realtà della vicina penisola, della Francia, o di paesi che funzionano molto peggio della Svizzera pongono diversi interrogativi.

I rappresentati del personale riconosciuti dal Consiglio di Stato, hanno partecipato alle trattative, hanno ottenuto dei risulti interessanti quali l’abolizione del contributo di solidarietà e alla parziale compensazione del carovita con 400 CHF e 2 giorni di vacanza.

Quest’ultima misura, sbagliata, da me considerata un pasticcio a cui rinuncerei volentieri con la garanzia di sistemare il rincaro per il 2025, oltre che avere un costo importante, mette i dipendenti dello stato in una situazione di disagio poiché è difficile comprendere se è questo che mancava al collaboratore o semplicemente era più consono un rincaro, magari un po’ ridotto, ma in ogni caso un rincaro che permetta di rimanere al passo con il costo della vita.

E malgrado qualche cosa si sia ottenuto, malgrado che sono state votate delle misure di compensazione per l’abbassamento del tasso di conversione della cassa pensione, si arriva ugualmente allo sciopero. Sciopero che divide, sciopero che crea frizioni interne, sciopero che, solo per discuterne, fa sprecare giornate di lavoro, non solo agli impiegati dello Stato ma a tutto il paese, creando fratture spesso insanabili.

Ma a chi giova tutto ciò? La mia personale opinione è che indipendentemente da cosa si ottiene si sta tenendo viva la fiamma della protesta per alimentare la campagna relativa all’elezione dei rappresentanti nel CDA della Cassa pensione dello stato a cui i maggiori fautori dello sciopero rincorrono da anni.

Ma la cassa Pensione difficilmente sarà risanata con bandiere e slogan.

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