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CANTONETassazione congiunta o tassazione individuale? Il dibattito è aperto

20.03.24 - 12:29
di Prof. Dr. Samuele Vorpe, responsabile del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI
Supsi
Tassazione congiunta o tassazione individuale? Il dibattito è aperto
di Prof. Dr. Samuele Vorpe, responsabile del Centro competenze tributarie e giuridiche della SUPSI

LUGANO - Il disegno di legge pendente - Il 21 febbraio scorso, il Consiglio federale ha presentato al Parlamento un disegno di legge con cui propone il passaggio dall’imposizione congiunta all’imposizione individuale per tutti ai fini delle imposte dirette sul reddito e sulla sostanza delle persone fisiche.

    • Ad oggi, la famiglia viene considerata come una comunità giuridica, morale ed economica, che costituisce un’unità anche dal profilo fiscale. Per questa ragione, il legislatore ha previsto il cumulo dei redditi e della sostanza dei coniugi e dei figli minorenni, ad eccezione del reddito da attività lucrativa conseguito da quest’ultimi. Qualora il disegno di legge presentato dal Consiglio federale dovesse essere accolto dalle Camere federali, tale comunità sparirebbe a livello fiscale per considerare singolarmente l’individuo.
    • Perché questo cambiamento? - L’obiettivo del Consiglio federale, su pressione anche dall’iniziativa popolare federale delle donne liberali, che chiedono di iscrivere il principio della tassazione individuale nella Costituzione federale, è quello di eliminare la cosiddetta “tassa sul matrimonio”, una disparità che a dire il vero è presente soltanto ai fini dell’imposta federale diretta e che penalizza le coppie sposate rispetto ad altri modelli di famiglia. Per contro i Cantoni, sin dal 1985, hanno eliminato le disparità tra coniugi e concubini, per adeguarsi alla giurisprudenza del Tribunale federale. Non è, invece, successo per l’imposta federale diretta, poiché le leggi federali non sottostanno ad un controllo di costituzionalità da parte del Tribunale federale.
    • Si pensi al caso seguente: per un reddito lordo di franchi 200’000 i coniugi pagano franchi 6’500, mentre i concubini insieme 3’700. Quasi il doppio! Si tratta di una disparità incostituzionale che ha permesso alla Confederazione di incassare miliardi di franchi ai danni dei coniugi da 40 anni a questa parte. Per questo si parla di tassa sul matrimonio a livello federale (ma non cantonale!).

Quali sono i vantaggi della riforma fiscale? - L’imposizione individuale garantirebbe una maggiore equità tra i contribuenti, eliminando la discriminazione basata sullo stato civile. Inoltre, promuoverebbe l’indipendenza economica dei coniugi e l’uguaglianza di genere.

    • Ma ci sono anche degli svantaggi:
      penalizzazione delle famiglie monoreddito o con secondo reddito basso: in questi casi, il secondo coniuge non potrebbe sfruttare appieno le deduzioni fiscali. Ad esempio la deduzione per figli, che sarà divida per due, perderebbe il suo effetto nei confronti del coniuge che non lavora;
    • aumento della complessità del sistema: la gestione di due dichiarazioni fiscali separate comporterebbe un maggior dispendio per i contribuenti e per le autorità fiscali;
    • raddoppio dei dossier fiscali: con un aumento stimato di 1,7 milioni di dossier, i costi amministrativi per Cantoni e Confederazione lieviterebbero considerevolmente;
    • perdita di gettito fiscale: si stima una perdita di circa 800 milioni di franchi per la Confederazione e 200 milioni per i Cantoni.

Esistono alternative?

Sì, diverse alternative all’imposizione individuale, che mantengono l’imposizione della famiglia attraverso una correzione delle tariffe dell’imposta federale diretta. Più precisamente:

    • introduzione di una Flat Rate Tax con correttivi, vale a dire di un’aliquota unica per tutti, accompagnata da una deduzione sociale personale, che potrebbe semplificare il sistema e ridurre le disparità; oppure
    • introduzione del sistema splitting (il reddito cumulato dei coniugi viene diviso di regola della metà per trovare l’aliquota applicabile), o ancora del modello di calcolo alternativo o del quoziente familiare. Si tratta di alcune possibilità, in uso nei Cantoni, per eliminare la “tassa sul matrimonio” senza stravolgere il sistema; oppure ancora
    • si potrebbe anche semplicemente rivedere le tariffe oggi applicabili ai coniugi (sistema della doppia tariffa) per adeguarsi alla giurisprudenza del Tribunale federale e mitigare la disparità tra coniugi e concubini.

Quale futuro per la fiscalità svizzera?

Quasi all’unanimità i Cantoni si sono espressi contro questa ingerenza nella loro sovranità fiscale. Se la proposta dovesse essere accolta dal Parlamento, ci vorranno almeno dieci anni per implementarla, poiché sarà necessario prevedere la tassazione individuale sui tre livelli: Confederazione, Cantoni e Comuni.

La domanda che ci si deve porre è la seguente: per eliminare la tassa sul matrimonio è necessario davvero riformare tutto il sistema fiscale, che ha dato buone risposte in questi anni? Non basterebbe una modifica più semplice di un solo articolo (il 36 della Legge federale sull’imposta federale diretta) per sistemare la disparità di trattamento tra coniugi e concubini? Il dibattito è ovviamente aperto!

Per chi fosse interessato ad approfondire questo tema o altri può consultare la rivista mensile Novità fiscali (https://novitafiscali.ch).

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