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GUERRA IN UCRAINAPutin si è messo all'angolo da solo?

28.09.23 - 13:31
È quanto afferma Orio Giorgio Stirpe, ufficiale in congedo e analista militare italiano. La fine della guerra? «Forse prima di fine anno»
keystone-sda.ch / STR (Visar Kryeziu)
Fonte Il Sole 24 Ore
Putin si è messo all'angolo da solo?
È quanto afferma Orio Giorgio Stirpe, ufficiale in congedo e analista militare italiano. La fine della guerra? «Forse prima di fine anno»

MOSCA - In Ucraina, per la Russia, «non c'è più via d'uscita». Ad affermarlo è Orio Giorgio Stirpe, ufficiale in congedo dell'Esercito italiano e ora analista militare, in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore a pochi giorni dalla pubblicazione del libro "Gli errori di Putin". Mosca «ha creato da sola le condizioni per la propria disfatta e le ha messe in atto».

Al centro dell'analisi presentata da Stirpe, troviamo la Crimea, attorno alla cui annessione il presidente russo ha «creato un pathos patriottico». «In pratica tutto il prestigio che Putin ha ancora sulla sua popolazione si basa su simboli, e al centro di questa simbologia c’è la Crimea. Ora, il concetto di base degli ucraini è che se il regime perde la Crimea, non può tenere. Perde il controllo dell'intera nazione, perché il morale della nazione collassa. Quindi i russi devono assolutamente tenere la Crimea. Che è del tutto irragionevole, perché non serve a niente militarmente».

Se la Crimea vale il disastro logistico
Questa volontà si è tradotta, sul campo, in una situazione «allucinante» sottolinea l'ufficiale. «I russi si sono messi volontariamente in una situazione sul terreno per cui il grosso del loro esercito si trova incuneato, rispetto alla Russia, dietro alla Crimea. E’ una posizione assurda, allucinante militarmente: Napoleone sarebbe inorridito! Perché si sono auto-obbligati a condurre quella che si chiama una manovra per linee esterne». Dal punto di vista logistico: un incubo. «Significa che rispetto al fronte loro devono fare un giro larghissimo soltanto per portare da mangiare ai loro soldati. E non hanno certo una logistica come quella americana», ma si sono posti in un "angolo" in cui «la logistica diventa la cosa più importante di tutte».

Kiev, spiega Stirpe, ha di conseguenza «pensato di andare a colpire quello che si chiama il centro di gravità del regime russo. Colpendo il morale e le capacità dell’esercito russo nel suo complesso. In questo modo, in un colpo solo, riducono la capacità del regime di sostenere se stesso e la capacità dell’esercito di raggiungere gli obiettivi che il regime gli ha posto». E l'obiettivo ucraino in ottica di controffensiva non è ora «raggiungere Melitopol, o il Mar d’Azov. Quella sarà la conseguenza nel momento in cui l’esercito russo si dovesse spezzare. L’obiettivo è far cadere il controllo russo della Crimea, che significa far cadere o quanto meno indebolire a morte il regime russo».

... e quando finirà la guerra?
E seguendo questo filo, l'analista militare italiano ipotizza che la guerra in corso finirà prima del mese di novembre del 2024, data in cui si terranno le prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti. «Gli Stati Uniti hanno così tante opzioni per aiutare l’Ucraina e così tanto interesse a far finire la guerra prima del voto, che qualcosa faranno». E aggiunge: «Mi spingo anche a dire che esiste una buona probabilità che finisca perfino prima della fine di quest’anno».

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