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SVIZZERA / POLONIABloccati per tre ore su un aereo che non decolla

26.06.22 - 23:45
Il racconto di una passeggera: «Non abbiamo ricevuto alcun tipo di aiuto»
20min / foto lettore
Fonte 20 Minuten
Bloccati per tre ore su un aereo che non decolla
Il racconto di una passeggera: «Non abbiamo ricevuto alcun tipo di aiuto»

BASILEA / CRACOVIA - Volevano andare a Cracovia, e sono rimasti a Basilea. Seduti sull'aereo. Per tre lunghe ore. Con la bella stagione è tornato il caos aeroporti. Alcuni lettori raccontano una brutta esperienza.

L'aereo, della compagnia EasyJet, sarebbe dovuto decollare giovedì sera alle 18:30. I passeggeri erano stati imbarcati in orario e il velivolo era pronto al decollo. Ma alle 21:30 tutti i viaggiatori hanno raccolto le proprie borse e in un clima di malumore generale sono tornati nello scalo. Per tre ore, racconta una passeggera a 20 Minuten, non hanno ricevuto alcuna comunicazione. Solo un foglio, con le istruzioni da seguire nel caso in cui il proprio volo viene cancellato o ritardato.

«Non abbiamo ricevuto alcun aiuto né per prenotare un altro volo, né per trovare un hotel dove passare la notte. Tutti gli sportelli Easyjet erano chiusi». Mentre l'aereo restava a terra, la passeggera racconta che altri invece sono ben decollati. «Quindi non poteva essere a causa delle condizioni meteorologiche».

Interpellata, la compagnia aerea ha invece affermato che l'aereo non è decollato proprio a causa della meteo avversa. «Poiché l'autorizzazione alla partenza da parte del controllo del traffico aereo veniva costantemente posticipata, il volo è stato definitivamente cancellato, perché l'aereo non sarebbe potuto tornare in tempo da Cracovia a Basilea prima del divieto dei voli notturni».

E riguardo all'assenza di comunicazione e di aiuto da parte del personale di volo: «Il nostro equipaggio ha fatto di tutto per informare i passeggeri durante i tempi di attesa a bordo e per garantire il loro benessere. I clienti sono stati informati delle possibilità di riprenotazione o rimborso del prezzo del volo e, se necessario, hanno ricevuto una sistemazione in hotel o sono stati rimborsati».

L'epilogo, racconta la passeggera, sarebbe però stato diverso. «Alcuni hanno deciso di andare in Polonia in macchina e hanno offerto diversi passaggi».

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